Il dolore
Un manager per il Gruppo Sasch
Paolo Nencioni
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Roberto Cenni, sindaco e proprietaro della Sasch Michele Tardi ha una missione difficile: ricontrattare il debito con le banche
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PRATO. Da poco più di un mese c'è un nuovo timoniere alla guida della Go-Fin spa, la holding che controlla il Gruppo Sasch di proprietà del sindaco Roberto Cenni. Impegnato com'è tra riunioni di giunta e delibere, Cenni ha delegato un super-manager alla gestione degli affari correnti. Si tratta di Michele Tardi, 56 anni, originario di Portici e residente in provincia di Roma. In realtà è stato il pool di banche che vantano crediti nei confronti del Gruppo Sasch a indicare il nome di Tardi per gestire, almeno fino al 31 dicembre, una fase quantomai difficile. "Ristrutturazione del debito" è la parola chiave da qualche mese nella galassia Sasch, alle prese con problemi di liquidità, come molte altre piccole grandi società, del resto. Tanto che nel distretto tessile si rincorrono le voci più disparate, tra cui anche quella secondo la quale una banca avrebbe già chiesto un decreto ingiuntivo per una cifra importante. Una circostanza, questa, che il nuovo manager Tardi, raggiunto al telefono, non ha il tempo di commentare, alle prese com'è «col caotico traffico romano». La smentisce invece con forza il commercialista Annibale Viscomi, professionista di fiducia del Gruppo Sasch. Viscomi spiega che è in corso, appunto, una ristrutturazione del debito e che per questo c'è già stato un incontro con tutte le banche. Di cifre non si parla, ma secondo Viscomi le banche sarebbero disposte a dare nuova linfa alla Sasch, sotto la supervisione dell'advisor Kpmg. L'incontro con le banche, non l'esito, viene confermato anche da altre fonti. In prima fila ci sono Monte dei Paschi, CariPrato, Banca Intesa e Unicredit. Ovviamente gli istituti di credito pretendono che l'imprenditore di riferimento dia segnali di buona volontà, magari attingendo al patrimonio personale, e di questo si discute. Un'altra voce che al momento viene smentita è che il Gruppo voglia ricorrere alla cosiddetta Legge Prodi, che regola la procedura di amministrazione straordinaria per le grandi imprese in crisi. Quel che è certo è che al nuovo super-manager Tardi il lavoro non mancherà. Non risulta che abbia altri incarichi e dunque potrà dedicare alla Go-Fin tutte le sue energie. Nel suo recente passato c'è un'esperienza alla Meridiana, dove ha fatto per anni il direttore finanziario, almeno fino al 2005, quando fu estromesso dal principe Karim Aga Khan in persona, che gli addossò la colpa di un passivo milionario frutto di investimenti rischiosi per contrastare l'aumento del prezzo del petrolio. Che Michele Tardi sia stato nominato su indicazione delle banche, secondo il commercialista Viscomi, non significa che al momento la Sasch sia in mano alle banche. Al professionista con studio in via Fra' Bartolomeo preme rassicurare i tanti creditori, alcuni dei quali mostrano segni di impazienza, che a nessuno verrà fatto un torto. Come dire che nessuno sarà pagato a scapito di altri. La ristrutturazione del credito è la stessa operazione che è stata recentemente tentata con successo dalla Btp di un altro pratese eccellente, Riccardo Fusi. Ora il Gruppo Sasch batte la stessa strada, sperando di ottenere i medesimi risultati.
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