Il Tirreno

Prato

Le conclusioni: «Azione pubblica e reti di vicinanza»

Lo straniero non è solo minaccia Il documento della Chiesa pratese

Immigrati a Prato
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Immigrati a Prato

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 PRATO. Il documento "Dalla paura alla solidarietà" parte dal presupposto di «porre nell'agenda politica e nell'impegno di ognuno un tema che fino a oggi è stato solo fonte di preoccupazone, di pregiudizi, di paura, facciamo questa proposta a partire da una realtà locale che rischia di essere soffocata da un dibattito sterile, orientato solo verso le repressioni e non verso la liberazione e la generazione di relazioni proficue di convivenza».  I numeri. Sono nel capitolo "L'unicità di Prato": perchè la percentuale di stranieri è aumentata dal 2001 al 2009 da 4,48% all'11,8% del totale della popolazione; perché Prato ha dovuto affrontare l'"invasione cinese" che «non è andata ad assumere posizioni di lavoro dipendente in aziende a titolarità italiana, ma ha dato progressivamente vita a un sistema manifatturiero a connotazione etnica con una propria impressionante forza e tratti di significativa irregolarità. Nel 2009 risulta a titolarità cinese il 40% delle imprese in provincia».  Le caratteristiche. Sono tre secondo la Chiesa pratese: l'immigrazione non si può declinare soltanto in termini di minaccia: alla sicurezza, al diritto al welfare, al lavoro. Ma non è neppure possibile dire: "Non c'è problema". Affrontare la questione immigrazione e la convivenza solo in termini di lavoro: «Serve, non serve" non basta. «Occorre un progetto più ampio che comprenda la dimensione sociale, culturale, relazionale in una prospettiva di interazione- integrazione». Terza caratteristica: il rispetto della legalità «come premessa indispensabile dello stare insieme».  Le conclusioni. Secondo il documento «occorre un rinnovato protagonismo dell'azione pubblica e un impegno nella costruzione di reti di vicinanza che proviene dalla comunità, cioè da quel reticolo di organizzazioni solidaristiche che abitano il territorio». E ancora: «Una città plurale, ospitale, permeabile è lo spazio propedeutico a una nuova convivenza democratica dove la vicinanza è il processo di regolazione».

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