Sicurezza
Caso Prato, Rossi incontra Maroni
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Enrico Rossi Tavolo istituzionale per combattere la criminalità cinese e favorire l'emersione
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ROMA. Un tavolo di lavoro istituzionale composto da Governo, Regione ed Enti locali, per affrontare la situazione pratese. E' questo l'esito dell'incontro che si è svolto ieri al termine della riunione tra Regioni e Governo a Palazzo Chigi, tra il presidente della Regione Enrico Rossi e il ministro degli Interni Roberto Maroni. Il presidente toscano si è detto molto preoccupato della situazione pratese e ha proposto di alzare l'asticella di attenzione e di vigilanza da parte delle istituzioni. In particolare, dopo le parole usate dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, che, pochi giorni fa, ha dichiarato che nella comunità pratese si registrano «scontri tra bande di tipo mafioso». «Credo che a fronte di interventi indispensabili sul piano dell'integrazione - ha detto Enrico Rossi - occorra sviluppare anche una seria lotta per il rispetto della legalità allo scopo di impedire che pezzi di territorio siano in mano della criminalità. Parlare di mafia non può che destare allarme e impone una valutazione attenta degli strumenti messi in atto sul piano legislativo per contenere e combattere il fenomeno». «E'mia opinione - ha proseguito Rossi - che occorra favorire l'emersione e l'integrazione per coloro che vogliono farlo e mettersi in regola con la legge. Ai pesci della mafia deve essere tolta l'acqua in cui nuotano, e lo Stato insieme alle istituzioni locali, ha il dovere di farlo». Di questo Rossi ha parlato con il ministro che ha condiviso. «A Prato - ha concluso Rossi - la priorità è combattere l'illegalità, senza interventi una tantum, e rimuovere le cause che la generano insieme ad un impegno innovativo per favorire l'integrazione. C'è bisogno di un salto di qualità di cui le istituzioni e la politica devono farsi carico».
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