Il Tirreno

Prato

Le mancate segnalazioni della Bank of China

P.N.
Una filiale di Bank of China
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Una filiale di Bank of China

Il ruolo della filiale milanese: solo 3 allarmi nel 2008, 1.100 nel 2009

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 PRATO. La domanda è: potevano i funzionari di Bank of China non sapere che quel flusso di denaro era anomalo? Lo hanno segnalato alle autorità italiane? Dalle carte dell'inchiesta sembra che qualche segnalazione sia arrivata, ma il ruolo della banca è quantomeno opaco.  C'è una conversazione telefonica dove un funzionario della banca sembra propenso a favorire lo spezzettamento dei trasferimenti (e dunque potrebbe intuire che c'è qualcosa di illegale), ma ce ne sono anche altre in cui i soci italiani della Money2Money sono preoccupati proprio delle segnalazioni della Bank of China. Di fatto la banca di Pechino non è finita nell'inchiesta e non è stata subito perquisita come chiedevano gli investigatori pratesi.  Ciò nonostante, emergono alcune stranezze. La più importante è la seguente: in tutto il 2008 da Bank of China sono arrivate alle autorità italiane solo tre segnalazioni di operazioni sospette compiute dalla Money2Money, la società con sede a Bologna di fatto controllata dalla famiglia Cai. Nel 2009, invece, le segnalazioni sono state ben 1.100. Che cosa è successo lo si può solo intuire. Money2Money ha continuato a operare come prima, ma nel frattempo anticipazioni dell'inchiesta in corso erano trapelate, anche su questo giornale, e forse qualcuno a Milano ha pensato fosse bene mettere le mani avanti.  Anche perché si calcola che attraverso Bank of China siano transitati più di un milione di micro-trasferimenti nel giro di quattro anni, tutti da Money2Money, un movimento che non può passare inosservato.  La Banca d'Italia ha ispezionato la filiale milanese della banca cinese nel 2004 e ha accertato carenze nei controlli interni e nelle procedure di verifica. Un'altra ispezione è stata compiuta tra febbraio e marzo 2007 con identici risultati: carenze di controlli interni, uso anomalo del contante e numero eccessivo di clienti occasionali. Al direttore generale Yang Xuepeng fu fatta una multa di 4.500 euro. Briciole, rispetto alle centinaia di milioni che intanto volavano in Cina.

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