Il dolore
Nessuna truffa al Banco Desio
Private banking, assoluzione per il dipendente
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PRATO. Il rapporto tra un gestore di private banking e i suoi clienti è basato essenzialmente sulla fiducia personale. E' più o meno questo il concetto al quale ha dato credito il giudice monocratico, Alessandro Moneti, nel decidere per l'assoluzione di Marco Gualtieri che era accusato dal Banco Desio Toscana di truffa e turbata libertà dell'industria e del commercio (in sostanza, concorrenza sleale) perchè, dopo le dimissioni, sarebbe riuscito a portarsi dietro gran parte dei clienti che aveva al Banco Desio nella nuova banca per cui andò a lavorare, la Ifigest di via Valentini. I fatti risalgono alla fine del 2005 ed inizio 2006. Gualtieri nel dicembre del 2005 dette le dimissioni dal Banco Desio Toscana e pochi giorni dopo prese servizio nelal filiale della Ifigest a poche decine di metri lungo la stessa via Valentini. E nel giro di poco più di un mese si portò dietro clienti e investimenti per circa 20 milioni di euro. I dirigenti del Banco Desio, proprio per quanto accaduto, lo accusavano di non aver rispettato un patto che lo impegnava a dare un preavviso di 12 mesi, una sorta di patto di non concorrenza proprio per evitare quello che poi è successo, e cioè che i suoi tanti clienti lo seguissero in un'altra banca. Ma la tesi dell'avvocato Zurli, difensore di Gualtieri, incentrata proprio sul fatto che il rapporto tra un gestore di private banking e i suoi clienti è prettamente fiduciario, ha fatto pendere il sìgiudizio di Moneti dalla sua parte. P.P.
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