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Prato

«Mai ricevuto il punteggio ottenuto»

I.R.
Giampaolo Bruni di Ilaria lane ieri nel suo stand a Pitti filati
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Giampaolo Bruni di Ilaria lane ieri nel suo stand a Pitti filati

Gli avvocati di Ilaria lane scrivono una lettera al commissario

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 FIRENZE. Non è tutto rose e fiori il passaggio di consegne della proprietà di Lineapiù. A pochi passi dallo stand dell'azienda di filati di Capalle c'era lo stand della Ilaria Manifattura lane. E di una storia non andata a buon fine. L'ad Giampaolo Bruni aveva infatti partecipato al primo bando per l'acquisto e, come quella dell'altro concorrente (Lp Company), la sua offerta era stata ritenuta dal commissario non congrua. Proprio martedì i legali di Bruni hanno inviato una lettera al commissario Grazzini chiedendo ufficialmente i motivi che hanno portato alla valutazione finale della sua offerta. «Non ho ricevuto alcuna risposta - commenta - ho saputo che non era stata accettata la mia domanda dai giornali. Voglio vedere quanti punti ha avuto la mia offerta e quanti invece quella di Bastagli». Nessuno lo dice ma sembra una prima mossa per fare ricorso e invalidare il secondo bando: da Ilaria lane si pensa che ci siano stati dei vizi formali nella procedura.  E' stato lo stesso commissario Grazzini, pur non fornendo i dati delle offerte (si parla di 7 milioni di euro di Bruni al primo bando e di 11,6 milioni di Finalba compreso l'acquisto degli immobili), a spiegare i motivi della scelta al primo e al secondo bando. «Lineapiù aveva buoni risultati. E ho deciso di tentare con un altro bando. L'offerta di Bastagli è stata accettata perché al di là della maggiore offerta economica c'erano ottime garanzie per la solidità dell'imprenditore riconosciute dagli istituti bancari e, per la prima volta, ho visto la domanda accompagnata non da una fideiussione bancaria ma da un mazzetto di assegni circolari».

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