Il Tirreno

Prato

Un pezzo di storia lascia il centro

Maria Lardara
Un pezzo di storia lascia il centro

Il trasloco della Misericordia da via del Seminario a via Galcianese

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PRATO. Per ora è solo un mucchio di scatoloni e pacchetti, in mezzo a tante vetrate che lasciano di stucco per il senso di ariosità che trasmettono. I locali di via Galcianese sono ancora quasi tutti semivuoti. Da giovedì qui squilleranno i telefoni della Misericordia di Prato e saranno prese le chiamate per i servizi sanitari e funebri. Il tragitto che va da via del Seminario a via Galcianese 17, dove il 2 ottobre prossimo si taglierà il nastro ufficiale della nuova sede, è di pochi chilometri. Ed è una corsa contro il tempo per trasferire tutto, almeno i reparti operativi. Ma il personale amministrativo e una trentina di volontari da ieri sudano quattro camicie. Letteralmente, complice il caldo afoso di questi giorni. Con il sorriso sulle labbra, il provveditore Enrico Benelli non ha difficoltà ad ammettere che «quella di via Galcianese è una delle sedi più grandi d'Italia, tagliando un traguardo storico per l'Arciconfraternita». E di pagine di storia la Misericordia di Prato ne ha tessuto tante. Come stoffe di questa città. Il passaggio di sede annoda un filo che si dipana in un lontano passato,dal 1588, anno della sua fondazione. E per la prima volta dopo secoli l'Arciconfraternita lascia le storiche mura. Quando nel 1971 decise di fare le valigie da via Convenevole, dopo oltre un secolo di permanenza (dove restano comunque le cappelle del commiato, il museo e la chiesa per una precisa scelta), per andare in via del Seminario e risorgere dalle ceneri di una vecchia rifinizione tessile, Prato era ancora una propaggine della periferia fiorentina. Oggi i soci sono 50mila e i volontari 2mila: una rete di persone che ruotano intorno alla Misericordia che necessita di nuovi spazi. «In via Galcianese - spiega Andrea Gori, segretario generale dell'Arciconfraternita - ci sarà una maggiore disponibilità di parcheggi: 90 nell'area esterna oltre a quelli immediatamente davanti alla sede. In centro eravamo abbastanza penalizzati dalla mancanza di parcheggi e dal fatto di trovarsi in un'area ztl. Senza contare che in questo modo - conclude Gori - si creano delle economie di scala: la scelta di questa area fu a suo tempo dettata anche dalla vicinanza con il cimitero di via Galcianese». Qualcuno dell'ambiente si sta già abituando a chiamare la nuova sede "Palazzo di vetro" (costo dell'operazione 5 milioni e mezzo di euro), per la massiccia presenza di superfici vetrate che balza subito all'occhio. Cinquemila metri quadrati di spazi al coperto, che diventano quindici considerando anche il verde e il lastricato esterno. La mano degli architetti Luigi Zola e Paola Foggia non ha voluto cancellare l'edificio preesistente che fino al 2006 ospitava Asm (la nuova sede è il frutto di una trattativa di permuta immobiliare con la Provincia: i locali di via del Seminario sono stati venduti alla Provincia, in cambio dell'ex sede di Asm), ma l'ha ridisegnato, in modo da rimodellare la parte vecchia con l'impiego di nuovi materiali. Nuovo di zecca è invece il grande piazzale interno dove campeggia una struttura a croce di vetro e cemento. Qui dentro si trasferiranno il Gruppo Frates, Protezione civile, Centro antiusura, Consultorio familiare, pronto soccorso odontoiatrico festivo, telesoccorso, servizi funebri e rimessa automezzi. Non si allontana invece da via del Seminario il Centro di aiuto alla vita. Ma c'è un perché. A partire dal prossimo autunno, qui vedrà la luce un vero e proprio "Polo della solidarietà" con il trasloco dell'Emporio Caritas da via Cairoli (compreso il magazzino che oggi è all'Interporto).

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