Il Tirreno

Prato

«Puntate sul part time: più dipendenti significa più idee»

Ilenia Reali
Fabrizio Benelli presenta il suo libro
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Fabrizio Benelli presenta il suo libro

Il pratese Benelli scrive "La formula vincente" per aiutare le piccole aziende a superare la crisi

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 PRATO. La sua formula vincente dà, una volta sviluppata, le iniziali delle sue due figlie e della moglie. Un vezzo al posto della dedica. L'unico in un libro ("La formula vincente", edizioni Edifir) che Fabrizio Benelli, manager pratese responsabile di business e marketing nel gruppo quarratino Nieri, si è concesso nelle 117 pagine scritte mettendo a frutto la sua esperienza professionale nella piccola e media impresa.  Una guida per gli imprenditori, una sorta di alfabeto per imparare da dove non si può distogliere lo sguardo e su cosa si deve puntare per avere una storia aziendale di successo. Pillole - e formule - per far tornare i conti senza perdere di vista l'innovazione. Per stare alla guida di un'azienda nei momenti di crisi e proprio dai momenti più difficili seminare i germogli del futuro. «Perchè la storia - commenta Benelli - ci insegna che è proprio dalle crisi più grandi che le aziende e le economie sono decollate».  Un libro, il primo libro di Benelli, per condividere con gli altri qualche ovvietà, che spesso però si dimentica nella gestione quotidiana, e piccoli segreti per chi guida un'impresa. «Nell'ultimo anno e mezzo - racconta - avevo raccolto un sacco di appunti e letto moltissimo. Avevo osservato comportamenti di imprenditori e professionisti per trovare spunti e idee ma mi ero imbattuto anche in tanti comportamenti errati. Ho deciso che forse non era il caso di tenere tutto per me ed è nata l'idea del libro il cui ricavato andrà a una Onlus che segue bambini con problemi mentali».  Per Benelli la prima regola è pianificare. «Un termine abusato - commenta - ma che non può essere ridotto come fanno tanti imprenditori pratesi e toscani a stilare il bilancio e a fare dei budget di acquisti e vendite. Pianificare è individuare la strategia di un'impresa, guardare lontano, mettere i germi della creatività che in una piccola azienda non deve mai mancare».  Prato, la sua città, pianifica poco. Ne è convinto. «Qui manca il rigore e la volontà di pensare a un'innovazione vera. Chi ha brevettato negli ultimi anni un tessuto nuovo? Pochi, pochissimi. Chi ha creato macchinari in grado di produrre qualcosa di rivoluzionario? Forse nessuno. E soprattutto chi è che oggi lavora con l'orgoglio di farlo a Prato. Eppure da questa città la formula vincente è passata ed è durata per 50 anni: il riciclo di vecchi abiti».  Per il manager la città tessile ha fatto molti sbagli. «Le imprese devono tornare a puntare sul capitale umano e sul territorio prima che su attrezzature, macchinari e fabbricati perché se è vero che le aziende hanno bisogno di innovazione e creatività questa nasce e vive nelle persone. Inoltre le aziende devono cambiare i percorsi seguendo i tempi e lo devono fare credendoci davvero, non solo a parole. Si deve smettere di puntare sui passaggi generazionali forzati ma premiare chi vale davvero, smettere con la miopia imprenditoriale del fai da te buona negli anni Cinquanta ma non più oggi. E soprattutto puntare sul part time e sulle donne: il part time consente di avere più dipendenti e quindi più persone che portano idee mentre è dimostrato che le donne, se messe in condizione di guidare un'azienda, hanno idee più chiare».  E alla fine, per ottenere i risultati, secondo Benelli non si può prescindere dagli investimenti. «Chi non risica non rosica», commenta ironicamente il manager sollecitando investimenti.

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