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Prato

Da New York a Prato, ecco i negozi a tempo

I negozi a tempo restano aperti fra i trenta e i novanta giorni
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I negozi a tempo restano aperti fra i trenta e i novanta giorni

Pin e Confartigianato organizzano un corso per questa nuova attività commerciale

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PRATO. A distanza di qualche anno dalle prime apparizioni sulle strade di New York il fenomeno dei "negozi a tempo" - restano aperti dai 30 ai 90 giorni poi cambiano piazza - comincia a prendere campo anche in città. La formazione d'altro canto non poteva fare a meno di mettersi al passo col mercato dando vita a un corso di "Temporary store e nuove strategie di marketing", organizzato dal Pin di Prato e promosso da Confartigianato. L'idea prende spunto dal proliferare di questo genere di attività a Prato, dove la crisi economica fa evidentemente aguzzare l'ingegno. Dei commercianti, che fanno sempre più fatica a sbarcare il lunario a causa della crisi dei consumi e dei costi degli affitti dei fondi troppo alti; e dei produttori locali, spesso da soli ad affrontare le conseguenze di una globalizzazione che ha moltiplicato l'offerta e al contempo, aumentato le difficoltà di posizionare un marchio sul mercato, in qualsiasi settore. Si aprono così interessanti prospettive sul territorio soprattutto per le imprese: «Questi spazi - commenta Marco Fabozzi, responsabile del settore formazione di Confartigianato - possono diventare le vetrine delle aziende pratesi». La docenza degli insegnamenti che costituiscono il cuore del corso è stata affidata a Edoardo Gori, professionista del marketing, specializzato in economia della cultura. «Il fenomeno si presta a varie funzioni, in particolare - spiega Gori - quella del "temporary space" e quella del "temporary store". La prima consiste nell'adattare una location a spazio temporaneo all'interno del quale il produttore decide di riposizionare il brand o lanciare una nuova linea di prodotti attivando una modalità di comunicazione innovativa che dia luogo a un'esperienza per fidelizzare il consumatore. Nel temporary store - continua - lo scopo è la vendita della merce. In questo caso a far leva sul consumatore è il desiderio di "cogliere l'attimo" che dà impulso a effettuare l'acquisto». La stessa formula potrebbe essere applicata a un infinito numero di settori. Compreso quello turistico, sviluppando una rete di spazi temporanei come location di eventi espositivi per la promozione del territorio. «Considerando la quantità di fondi sfitti che ci sono a Prato - osserva Gori - quest'idea potrebbe essere una delle chiavi per rianimare e rivitalizzare il centro storico». Ben vengano le idee innovative, fermo restando che per tradursi in realtà occorre anche che i proprietari dei negozi rivedano, al ribasso, le loro richieste di affitto. Obiettivi.Il corso organizzato dalla Confartigianato di Prato intende formare figure professionali capaci di promuovere modalità innovative di interazione con il cliente, comunicando brand e prodotti attraverso soluzioni non convenzionali. Le competenze acquisite possono essere spese in profili manageriali di presidio delle reti e in attività di consulenza. Didattica. Il progetto formativo prevede 60 ore di lezione di cui 36 d'aula (diritto del lavoro, temporary store e nuove strategie di marketing, shop digitale, sicurezza e pari opportunità) e 24 di laboratorio nel corso del quale gli allievi si potranno misurare con la promozione di un negozio temporaneo. Per le aziende potrebbe trattarsi di un'occasione da cogliere al volo tant'è che nelle intenzioni degli organizzatori c'è anche quella di avviare una trattativa con i brand locali. Le iscrizioni sono aperte. Per informazioni sulle modalità d'ammissione, costi e voucher formativi è necessario contattare l'ufficio formazione di Confartigianato.(0574 5177833). Barbara Burzi PRATO. Alla luce degli ultimi avvenimenti e soprattutto dopo una lunga riflessione durata un anno concernente le politiche dell'immigrazione e dell'integrazione il comune di Prato ha deciso di uscire dal progetto "Alter Mundi" coordinato da alcuni anni dalla provincia. Una festa interculturale che senza dubbio stimola lo scambio fra diverse etnie ed associazioni di migranti, un progetto che avrebbe potuto, a nostro avviso, dare dei frutti se costruito in maniera diversa. «Credo, afferma l'assessore all'integrazione Giorgio Silli, - che difficilmente si possano impostare politche per l'integrazione che si basano su cene e feste etniche dove, purtroppo sono presenti solo pochi migranti e molte persone italiane fin troppo diversamente interessate». Purtroppo la situazione finanziaria attuale non ci permette di investire alcune migliaia di euro per questa iniziativa. Sarà cura del comune organizzare invece alcuni incontri dibattito, come prosecuzione dei progetti stimolati da questo assessorato, dove potrà avvenire realmente il confronto fra politica locale e comunità migranti. Dove ogni migrante potrà confrontarsi, dibattere, e proporre, forti del fatto che una società moderna deve assolutamente essere costruita attraverso il dialogo. Confronti per stimolare l'integrazione economica attraverso la legalizzazione dei distretti paralleli. Confronti per discutere di integrazione attraverso gli strumenti urbanistici a nostra disposizione. Sono sicuro che, stando agli avvenimenti degli ultimi giorni, sia, adesso più che mai, indispensabile, fra le altre iniziative, un grande convegno nazionale dove fare formazione ed informazione riguardo gli eccessivi aborti ascrivibili a donne migranti. Questo è un grave problema di natura culturale. Vi sono donne che abortiscono perché obbligate dai mariti, altre, come ad esempio una parte delle donne cinesi che utilizzano l'aborto come metodo contraccettivo e si trovano ad abortire 3- 4 volte di seguito (in Cina è permesso abortire fino all'ottavo mese di gravidanza). Sto pensando al 6 Novembre come data semidefinitiva, per portare a Prato alcuni personaggi di fama Nazionale, di area cattolica e non, per creare in incontro fra diverse culture in modo da far passare il messaggio che l'aborto, per libero che sia, non può e non deve in alcun modo essere considerato come metodo di pianificazione familiare. Il convegno sarà costruito insieme agli assessori Mondanelli e Pieri. Per iniziare il giorno 12 luglio si terrà il primo incontro sulla mediazione dei conflitti interculturali, nel salone consiliare del comune che vedrà fra i relatori il Pres. del tribunale, Dott. Genovese, il pres. dell'ordine degli avvocati Dott. Galletti, il presidente del collegio dei Periti P.Ind. Fornasini ecc. mediazioni indispensabili al fine di rendere meno difficile la convivenza fra cittadini italiani e stranieri ed al fine di alleggerire il lavoro del tribunale di Prato. Rinnoviamo comunque la nostra apertura alla collaborazione, seppur esterna, con la provincia, dando la nostra disponibilità per eventuali inviti a confronti politici che saranno organizzati.

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