Il Tirreno

Prato

Convivenza coi cinesi Il circolo Curiel pronto al trasloco

Maria Lardara
Il presidente del circolo Curiel Franco Meneguzzo, a sinistra vicino ad un’auto abbandonata
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Il presidente del circolo Curiel Franco Meneguzzo, a sinistra vicino ad un’auto abbandonata

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 PRATO. Resistono, ma a fatica. Resistono, ma ancora per poco. Sono tentati dal vendere tutto e fare le valigie. Perché lì, in via Filzi, i soci del circolo Arci "Curiel" rischiano veramente di rimanere in quattro gatti. Un tempo erano mille, ora sono il 40% in meno.  Sono stanchi, esasperati da una convivenza sempre più difficile con il cinese della porta accanto. E a quel punto cadrà l'ultimo baluardo pratese su quel tratto di via Filzi, compreso tra l'ufficio delle Poste e il piazzale su cui si affacciano gli esercizi orientali. L'ultimatum lo lancia direttamente Franco Meneguzzo, presidente del Curiel da 13 anni il cui nome si lega alla memoria storica del circolo (che di anni ne ha 15): «Se non cambierà sistema, saremo costretti a vendere e a spostarci altrove. E se dovessimo metterla in vendita, questa struttura la comprerebbero sicuramente i cinesi. Un vero peccato, anche perché questo è un "gioiellino" su cui ho messo anche dei soldi». Per il presidente del Curiel, più o meno la musica è la stessa di un anno fa. Il colore della giunta sarà anche cambiato, però la situazione rimane sempre difficile. Con quei ristoranti e tavole calde che spuntano come funghi dietro l'angolo. Anche se lo spazio per i parcheggi lascia a desiderare. «Su 400 metri sorgono ben 7 ristoranti, gli ultimi 2 aperti negli ultimi 3 mesi. Uno è sorto proprio accanto al circolo: una sala giochi "camuffata" in tavola calda. Se non sbaglio l'amministrazione aveva previsto di ridurre i permessi per nuove aperture in mancanza di parcheggi. Il sindaco Cenni è al corrente di questa situazione».  «Le famiglie non vengono più, per timore di ritrovarsi con la macchina tamponata. In questo circolo - racconta il presidente - diamo un servizio sociale rivolto alle persone anziane, specie quelle più sole. Che qui trovano la porta sempre aperta». Un esperimento d'integrazione il Curiel l'ha fatto associando all'Arci due cinesi.  Ma la strada è lunga. Soprattutto quando i cinesi si affidano alla manutenzione fai da te per un marciapiede da rifare nei pressi del circolo. «Di fatto quel pezzo se lo sono sistemati da sé - racconta Meneguzzo - buttando del cemento liscio. Prima o poi qualcuno si farà male». Come misura di sicurezza il circolo ha installato 8 telecamere. «Non parliamo poi del degrado del parcheggio a fianco. Per diversi mesi abbiamo avuto 4 auto abbandonate. E' toccato a me rimuoverne tre. Ne è rimasta una. E i vigili dicono di non poter intervenire». Qualcuno però critica il Curiel, come Bruno Gualtieri di Prato Libera & Sicura. «Possibile che si debba scappare da casa nostra? I soci del Curiel, che prima facevano tanto quelli di sinistra, ora hanno paura».

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