Il Tirreno

Prato

Si rianima il mercato delle case

Ma. La.
Abitazioni pratesi viste dall’alto
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Abitazioni pratesi viste dall’alto

Torna il segno più, ricercati soprattutto i piccoli appartamenti

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 PRATO. L'epoca delle "vacche magre" non è finita. Anzi. Ma i pratesi tornano ad aprire il portafoglio e a buttare gli occhi sul mattone. Perché gira e rigira, è l'unica certezza d'investimento sicuro. Casa dolce casa, soprattutto se in ballo c'è un appartamento da tre o due vani: quelli che piacciono ai pratesi. Rispettivamente, rappresentano infatti il 48,5% e il 23,8% della domanda in città nel il primo quadrimestre 2010. Dalla fotografia puntuale scattata dall'osservatorio provinciale di Tecnocasa (11 agenzie sparse sul territorio) emerge un dato confortante.  Torna la fiducia. Fa ben sperare l'aumento del 7% delle compravendite nel periodo tra gennaio e maggio di quest'anno, dopo un 2009 passato a leccarsi le ferite. Con Prato che, complice la crisi economica che consigliava massima prudenza negli investimenti, aveva subito una perdita del 17,3% rispetto al 2008, aggiudicandosi così la maglia nera sulle altre province toscane. «Non è vero che non si vende e che è tutto fermo - avverte Claudio Brachetti, consulente di rete di Tecnocasa -, ma è cambiata semplicemente la dimensione del mercato: i pratesi non chiedono più cifre irrealizzabili e si rendono conto dell'importanza di collocare un immobile nella giusta fascia di mercato. In generale si assiste a una ripresa di generale fiducia».  Effettivamente, il trend positivo delle compravendite a Prato in questo primo scorcio del 2010 riflette l'andamento nazionale, che registra un +4,2% mentre Firenze nei primi tre mesi dell'anno ha conosciuto un boom del 20%.  L'appeal dei ribassi. Se qualcuno ci sta facendo un pensierino, allora questo è il momento giusto. «Per acquistare casa, sicuramente - fa notare Mirko Cecconi, team manager di Tecnocasa Toscana -, mentre a chi ha intenzione di smobilizzare capitali attraverso la vendita dell'immobile consigliamo di aspettare. Cambia sostanzialmente poco per chi invece punta su una permuta, ossia vendere l'immobile per ricomprarne un altro». Che a Prato non occorra essere miliardari per concludere un buon affare immobiliare, si sa. Se ne sono accorti anche molti fiorentini che hanno scelto di prendere casa nella città tessile, tanto le cifre sono ragionevoli. E nel 2009 i prezzi degli immobili sono andati a picco, toccando il fondo nel secondo semestre del 2009 e mettendo a segno un -6,5%, dopo la storico minimo del -11,2% toccato nel primo semestre del 2008. Crollo vertiginoso nel secondo semestre del 2009 per le tipologie di immobile "economico usato", ovvero appartamenti datati di 15-20 anni.  E per il 2010? Dagli uffici di Tecnocasa trapela un certo ottimismo, perché la parabola discendente sta rallentando la sua curva. Per la gioia di tanti proprietari. Meno invece per chi deve comprare. Soprattutto se si punta alla zona del centro storico che riacquista valore. Dove nei primi quattro mesi di quest'anno, la diminuzione dei prezzi è stata solo dell'1%:. Va peggio in periferia (ovvero, Badie e Grignano, Galciana e Vergaio, Maliseti, Figline e Galceti, secondo la classificazione di Tecnocasa), dove i prezzi si sono abbassati del 4,5%, mentre nelle zone semicentrali (San Paolo, Paperino, Fontanelle e San Giorgio) la variazione più contenuta è di -2,5%.  La mappa dei prezzi. Mano al portafoglio, i quartieri più abbordabili sono a San Paolo e al Soccorso. Dove per comprare un appartamento di 80 metri quadrati di tipo "medio nuovo" si possono spendere circa 145mila euro (1800-1900 euro al mq). Si sale spostandosi nella zona di Figline e Galceti: il prezzo per la stessa tipologia di immobile è di 2450 euro al mq.  Dando uno sguardo in provincia, colpiscono i prezzi di Montemurlo, Poggio a Caiano e Seano: per un appartamento "medio usato", la spesa è di 1800 e 2000 euro al metro quadro, arrivando fino a 2600 per immobili più nuovi.

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