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Il presidente della Provincia Lamberto Gestri Approvato il bilancio consuntivo. Gestri attacca il Governo che «ingessa l'ente» ma Attucci ribatte: «Riducete le consulenze»
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PRATO. Il consiglio provinciale ha approvato a maggioranza nella seduta di ieri pomeriggio il consuntivo del bilancio 2009 e anche il consuntivo dell'Agenzia di promozione turistica. A favore hanno votato Pd e Idv, contrari invece Pdl, Lega nord e Udc. Il presidente della Provincia Lamberto Gestri ha parlato di «conti in regola che testimoniano l'efficienza di un ente che rimane virtuoso». Sul fronte investimenti ci sono impegni per circa 16 milioni e mezzo di euro, sul fronte spesa corrente il bilancio è stato orientato con determinazione sui settori che hanno più rilevanza sulle attività del territorio: dalla scuola allo sviluppo economico, dal turismo ai trasporti (con una percentuale del 67%). Ridotta la pressione tributaria per abitante (circa 78 euro l'anno rispetto ai 95 del 2008), mentre il costo del personale si attesta al 19,4%. Gestri ieri in consiglio ha alzato i toni per denunciare le preoccupazioni sue e della giunta sui tagli che la manovra del Governo in approvazione prevede. «I tagli saranno pesantissimi - ha detto Gestri - Sommata al cappio del patto di stabilità la manovra è in grado praticamente di paralizzare l'attività dell'ente, anche i progetti già partiti subiranno rallentamenti e a soffrine di più saranno aziende, che non potremo liquidare, e cittadini, soprattutto le fasce più deboli, che avranno meno servizi». Gestri ha sottolineato che la Provincia farà di tutto per mantenere i compiti essenziali, ma le conseguenze si faranno sentire sul sostegno allo sviluppo del territorio. «Abbiamo oltre 11 milioni e mezzo già rendicontati e pronti da spendere che non possiamo liquidare a causa del patto di stabilità - ha aggiunto il presidente - e nei prossimi 2 anni e mezzo potremo spendere poco più di 8 milioni per gli investimenti, un vero disastro». Il capogruppo Pdl Cristina Attucci ha sottolineato come la relazione dei sindaci revisori punti l'attenzione su Creaf, i cui lavori strutturali non sono terminati e la cui attività tarda troppo a partire, e sulla necessità di ridurre le spese per esempio rinunciando agli incarichi esterni.
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