Il Tirreno

Prato

In 900 alla manifestazione della Cgil

Uno dei dieci striscioni apparsi in città per informare dello sciopero di oggi
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Uno dei dieci striscioni apparsi in città per informare dello sciopero di oggi

Da Prato sono partiti 14 pullman. Ha aderito anche la Provincia

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 PRATO. Sarà formata da 900 lavoratori la rappresentanza pratese alla manifestazione organizzata a Firenze per lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la manovra del Governo. Gli autobus partiti stamattina dalla città tessile sono 14 a cui si aggiungono un centinaio di persone che raggiungeranno il capoluogo di Regione con mezzi propri.  La macchina organizzativa del sindacato pratese si è messa in moto da qualche settimana con assemblee nelle fabbriche e nelle maggiori aziende della città. E oggi, vista anche la massiccia adesione, saranno possibili disagi negli uffici pubblici dove gli sportelli aperti al pubblico rimarranno chiusi e saranno garantiti solo i servizi essenziali. I pratesi porteranno lo striscione "Prato non deve chiudere", quello di 150 metri, realizzato dalla Camera del lavoro pratese per la manifestazione del 4 aprile del 2009 a Roma dopo che la città tessile toscana, con un tricolore analogo ma lungo un chilometro, aveva fatto sentire la sua voce all'Italia intera. Era il 28 febbraio.  «A Firenze - spiega il segretario confederale Manuele Marigolli - partiranno due distinti cortei che si uniranno lungo il tragitto a simboleggiare un paese diviso ma che deve unirsi per risolvere i propri problemi. Una divisione invece alimentata dalla nuova manovra del Governo».  Il comizio di chiusura dello sciopero "toscano" sarà di Susanna Camusso, l'erede designata a sostituire Guglielmo Epifani alla guida della Cgil nel prossimo mandato.  Attestati di partecipazione allo sciopero intanto sono arrivati da vari enti della provincia. Hanno dato la loro adesione, e parteciperanno alla manifestazione, il presidente della Provincia Lamberto Gestri con la vice presidente Ambra Giorgi, i sindaci della Vallata, il sindaco di Montemurlo.  «La finanziaria del Governo - ha scritto a Marigolli il presidente Gestri - è un provvedimento che non sta dalla parte degli interessi delle persone, delle famiglie e delle imprese. E neppure delle amministrazioni locali. Le notizie di queste ultime ore confermano che a tutti noi vengono chiesti sacrifici in maniera iniqua e non c'è alcun progetto concreto di rilancio».  E anche il segretario del Pd Bruno Ferranti sarà in piazza con i lavoratori. «La manovra - dice - colpisce solo i più deboli e auspico che si ritrovi l'unità sindacale e che, soprattutto a Prato, si comprende come le risposte del governo siano insufficienti».

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