Il Tirreno

Prato

Il capo della polizia in aiuto a Prato

Fabio Barni
Manganelli e il questore Cerulo
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Manganelli e il questore Cerulo

Manganelli incontra sindaco, prefetto, questore e riceve la Mazza dei Gonfalonieri

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 PRATO.Al capo della polizia Antonio Manganelli non sono bastati gli interventi concordi dei capigruppo del Pd, Massimo Carlesi e del Pdl, Roberto Baldi, per riportar pace in città. Venuto a Prato per parlare di sicurezza e per ritirare la "Mazza dei Gonfalonieri", vale a dire la principale onoreficienza cittadina. Il pomeriggio pratese di Antonio Manganelli è scivolato via nel miglior dei modi. Ha incontrato a lungo il sindaco Roberto Cenni e l'assessore alla sicurezza Aldo Milone, insieme al prefetto Maria Guja Federico e al nuovo questore Filippo Cerulo. Poi, la firma del libro d'onore e qualche battuta all'intera giunta. «Questo riconoscimento è come il Nobel a Obama», ha scherzato il capo della polizia. La riprova è nella frase lasciata nel libro d'onore del Comune: «Una grande emozione essere oggi nell'Italia che produce - ha scritto Antonio Manganelli - in un territorio pieno di storia e di bellezza. Con gratitudine - ha concluso - per un riconoscimento immeritato che mi lega ancor di più a Prato». Consapevole di un cammino appena iniziato e difficile si è del resto dichiarato il sindaco, soddisfatto, però, per essere alla guida di una città «che non è stata lasciata sola dallo Stato». Parola di Roberto Cenni che, in consiglio comunale, ha poi preceduto con qualche parola la consegna effettiva del riconoscimento. «Il conferimento della Mazza dei Gonfalonieri al dottor Manganelli è la testimonianza del valore del Tavolo per la sicurezza - ha detto il sindaco - Prato esprime gratitudine e sottolinea le proprie necessità. Confido - ha concluso Cenni, passando dal lei al tu - che Prato sia nei tuoi pensieri, Antonio». Di pensieri, ce ne sono. Riguardo ai recentissimi omici fra cinesi e alle operazioni contro il riciclaggio di denaro sporco e dell'evasione fiscale, il capo della polizia ha chiarito di non pensare a una stabile presenza di mafia in città ma a quella di «una malavita più o meno organizzata». Sul versante dei reati associativi, in ogni caso, vanno dirette le indagini sui fatti di sangue più gravi. E più in generale, «Prato è sempre stata una realtà complessa in cui diverse etnie hanno cominciato a convivere da diversi decenni. Oggi la crisi economica può generare situazioni difficili», ha aggiunto ma precisando che serve «un approccio multidisciplinare, mostrare i muscoli non basta».  In sintonia, dicevamo, tanto il capogruppo Pd Carlesi che quello del Pdl Baldi. Il primo ha chiesto a Manganelli di «riservare attenzione a questa città, sia in termini di organici della polizia sia nel contrasto alla criminalità». Il secondo si è addirittura compiaciuto con l'avversario. L'unica nota contaria, quella di Idv, viene da chi (Loredana Ferrara) è assessore in Provincia e ha lamentato - si legge in una nota - la presenza di 12 auto blu al seguito del capo della polizia.

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