Attenzione
A quota ventuno le tintorie cinesi
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Limpianto di depurazione di Baciacavallo Preoccupate le aziende pratesi: «Si apre una breccia nel tessile tradizionale»
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PRATO. Sono 21 le imprese cinesi subentrate nelle autorizzazioni agli scarichi idrici. L'imprenditoria orientale si sta inserendo in nuovi segmenti della filiera tessile e l'associazione industriale lancia l'allarme. La sezione Nobilitazione assiste con grande preoccupazione all'evolversi della situazione. Le nuove imprese si occupano di lavorazioni che tecnicamente si definiscono tessili ma che sono di fatto a diretto servizio della produzione di capi finiti, come le tintorie in capo. E adesso, come riferito nei giorni scorsi anche dal Tirreno, si assiste anche a primi casi di subentro a tintorie in pezza: subentri che non necessariamente corrispondono ad una continuità di attività merceologica, ma che rappresentano certamente un ulteriore campanello di allarme. Alle 21 imprese con titolare cinese che sono subentrate nelle autorizzazioni agli scarichi idrici vanno aggiunte altre lavorazioni di nobilitazione a secco, che non necessitano di autorizzazioni allo scarico. Le imprese tessili (di tutti i comparti) con titolare cinese sono nella provincia 273 (dati provvisori Camera di Commercio di Prato aggiornati al 3º trimestre 2009). Le imprese socie dell'Unione che operano nella correttezza sottolineano la necessità di disporre di margini e di investimenti in grado di garantire un servizio adeguato e ritengono fondamentale operare in un mercato che non sia perturbato dall'illegalità. Le difficoltà delle imprese di nobilitazione italiane rischiano di aprire per l'imprenditoria cinese brecce importanti per un ingresso più massiccio nel tessile, quindi nel core business del distretto. «Come Progetto Acqua gestiamo per i nostri consorziati, per lo più imprese di nobilitazione tessile, il servizio relativo alle autorizzazioni allo scarico - precisa Simone Paci, che del Consorzio Progetto Acqua è il Presidente -. I subentri di imprese cinesi a tintorie e rifinizioni italiane hanno subito negli ultimi mesi un'impennata significativa: non abbiamo elementi diretti che possano fornirci informazioni sulle modalità di gestione di queste aziende, ma certamente si tratta di un fenomeno da tenere sotto attenta osservazione». «Siamo molto preoccupati per ciò che sta accadendo» osserva Giancarlo Mazzi, consigliere della sezione e uno degli imprenditori storici del distretto. «E' vero che non si debbono avere pregiudiziali, ma i precedenti nel comparto delle confezioni non sono certo incoraggianti: i fatti di questi ultimi giorni costituiscono una ulteriore conferma in questo senso. La sopravvivenza delle imprese di nobilitazione deve essere salvaguardata: è importante per noi imprenditori e per i nostri collaboratori, numerosi perché siamo il segmento della filiera a più alta intensità di manodopera». «Le nostre imprese - continua - risentono pesantemente del rinnovo del contratto dei tessili e degli oneri per impianti utilizzati attualmente, e questo è un grave problema, solo in maniera discontinua. Il problema è quello noto di una non equilibrata redistribuzione del valore lungo tutta la filiera, dal retail fino alle lavorazioni a monte. E' su questo che si gioca la sopravvivenza delle nostre aziende».
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