Il Tirreno

Prato

Fartex, l'energia la porta il vento

Letizia Magnolfi
Il gruppo che ha lavorato al progetto Il primo a sin. è Del Fante Il terzo e il quarto sono Franco Affortunati e Guanci
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Il gruppo che ha lavorato al progetto Il primo a sin. è Del Fante Il terzo e il quarto sono Franco Affortunati e Guanci

Attivata una pala eolica alla Cartaia. Produrrà 40.000 kilowatt

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 VAIANO. E' la prima di tutta la Provincia, messa in funzione appena due giorni fa. Un esperimento di un "imprenditore illuminato", - così è stato chiamato da chi ha supportato il progetto -, che ha deciso di investire nella green economy.  Alla Cartaia da lunedì scorso, è in funzione una pala eolica in grado di produrre energia elettrica. Alta 18 metri e posta in prossimità dell'azienda Fartex, la pala è in grado di sfiorare un picco di 20 kilowatt; in un anno, inoltre, si calcola che sia capace di produrre energia per 10-15 famiglie, in tutto circa 40.000 kilowatt. In questa zona posta sotto la costa della montagna, verrà sfruttata la velocità del vento, che in termini tecnici, è definito "vento a tunnel".  Franco Affortunati, titolare della Fartex, è l'imprenditore che ha reso concreta l'idea di un anno fa, coltivata insieme all'architetto Giuseppe Guanci: «già da quando avevo sette anni e vivevo in campagna, - racconta Affortunati - i miei genitori avevano messo due pale e con queste riuscivamo a produrre sia energia elettrica che a tirare l'acqua dal pozzo. Così ho preso la decisione di imparare da questa esperienza e costruire una pala eolica vicino alla mia azienda tessile». Un anno in giro per le mostre sull'energia rinnovabile e una ricerca documentaria specifica, hanno convinto Affortunati a lanciarsi in questa nuova esperienza, avvalendosi del contributo della Tsc di Prato.  «Come gruppo - aggiunge Giovanni Del Fante, amministratore dell'azienda di costruzioni edilizie - siamo soddisfatti di aver reso concreto questo progetto. E' il primo che viene da un imprenditore privato, che dal tessile ha deciso di investire anche nel settore dell'energia rinnovabile, - commenta Del Fante -, e ci auguriamo che questo sia il primo mattone di una lunga sinergia tra economia tessile ed economia sostenibile -. La conferma di questa convinzione arriva anche da Guanci, che ha sottolineato l'importanza di questo progetto all'interno di un programma di utilizzo delle fonti rinnovabili che intende andare oltre: «vogliamo creare un trait d'union tra tessile, archeologia industriale e utilizzo delle risorse ambientali. Nel prossimo futuro, da affiancare alla pala eolica, è in progetto la costruzione di un minidro, capace di rimettere in funzione le turbine ora in disuso con l'utilizzo dell'energia ricavata dal fiume Bisenzio». Intanto la Tsc ha già in previsione altre installazioni: una sarà installata alla Gida spa la pala avrà la stessa altezza di quella della Cartaia ma con le pale più ampie, altre due sulla costa.

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