Sicurezza
«Ma nel "laghetto" non arrivano acque sporche»
Maria Lardara
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Una delle tartarughe recuperate Il chiarimento dei progettisti, dopo la polemica sullo svuotamento e sui cattivi odori
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PRATO. Da un giorno all'altro ha visto risucchiarsi sotto casa sua quel laghetto artificiale che faceva da spartiacque tra via Mediterraneo e via Tirreno. Domenica pomeriggio, al rientro dal mare la signora Anna si è ritrovata "orfana" delle adorate tartarughe che nuotavano nell'acqua insieme ad altri pesci. «Ho saputo del loro salvataggio, ma di tartarughe ne manca all'appello una», confessa sconsolata la signora. E il dente avvelenato, come tanti altri residenti che hanno comprato l'abitazione nell'ambito del piano di lottizzazione "Galciana 2000", Anna ce l'ha con Abitcoop, la cooperativa edilizia di via Boni proprietaria dell'area. «Sapevamo delle operazioni di svuotamento - fa notare - ma avevamo ricevuto rassicurazione da parte dei tecnici che gli animali sarebbero stati messi in salvo». La presenza di questo laghetto in realtà ha sempre creato per la verità qualche problema ai galcianesi della zona. Non solo per il cattivo odore di acque stagnanti che in estate attira insetti e zanzare. C'è anche il sospetto alimentato dalle mamme che abitano nei paraggi, che l'acqua sgorgante dalle fontanelle in piazza e che viene toccata dai loro bimbi, sia malsana. Dito puntato contro l'impianto di fitodepurazione in funzione dall'estate scorsa. «Viene il dubbio che sia le acque chiare e che quelle scure finiscano nel lago. Per questo come residenti ci siamo fatti sentire più volte: tre esposti all'ufficio igiene del Comune e abbiamo anche sollecitato l'interessamento del presidente Mosca». Che non sia però il caso di allarmarsi lo sostiene l'architetto Nicola Ricchiuti che ha curato l'intervento di lottizzazione a Galciana. «La manutenzione del lago - spiega - è stata presa in gestione da un "super condominio" istituito dai palazzi della zona. Di qui l'impegno delle cooperative a metterlo in ordine e sistemarlo prima di prenderlo in gestione, appunto. E comunque - assicura l'architetto - gli scarichi delle abitazioni non vanno a finire nel laghetto. Solo le acque chiare vengono filtrate attraverso vassoi assorbenti che sfruttano la vegetazione intorno al lago».
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