Il Tirreno

Prato

Il presidente del Tribunale ha abbattuto gli arretrati e ora cerca di arginare la diaspora delle toghe

La scure di Genovese sulle pratiche polverose

Il presidente del Tribunale Francesco Antonio Genovese
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Il presidente del Tribunale Francesco Antonio Genovese

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 PRATO. Il caso della sentenza che attende di essere pubblicata da sei anni è solo uno dei tanti, anche se il più eclatante. Ma il nuovo presidente del Tribunale ha certamente dato una scossa al settore civile.  Quando Francesco Antonio Genovese, a fine ottobre 2008, si è insediato nell'ufficio al secondo piano del Palazzo di giustizia, ha trovato circa 200 cause civili iniziate prima del 2000 e non ancora concluse. Si è ripromesso di abbattere in fretta l'arretrato e in gran parte ci è riuscito: oggi ne restano solo 16. Una è quella della Cassa di risparmio, le altre hanno quasi tutte a che fare con divisioni immobiliari nelle quali è estremamente difficile rintracciare gli eredi.  Anche secondo Genovese quella sentenza ferma da quasi sei anni è un piccolo scandalo, «frutto di una situazione gestita male prima che io arrivassi», ma il presidente non vuol gettare tutta la croce sul giudice titolare della causa.  Smaltite le pendenze "ante 2000", il problema non è risolto. Il presidente Genovese ha nel mirino le cause iniziate nel 2000, che sono circa 50, quelle del 2001 (85) e quelle del 2002 (100). Chiuderle il prima possibile è la priorità. E i segnali sono incoraggianti. Il Tribunale calcola che nel primo trimestre del 2010 le cause civili pendenti siano diminuite da circa 6.900 a 6.500, un ottimo risultato in prospettiva.  E bisogna fare in fretta, perché si annunciano tempi di vacche magre. Di qui a poco se ne andranno da Prato molti giudici. Maria Teresa Paternostro è già partita, a fine luglio la seguirà Marilena Rizzo, altri dovrebbero partire in autunno, ma il presidente proverà a trattenerli almeno fino al 31 dicembre. Da gennaio ad aprile è atteso il periodo più difficile, perché da Firenze dovrebbero arrivare alcuni uditori giudiziari, ma non prima del 9 aprile nonostante siano stati accorciati i tempi del loro tirocinio. Ed è per questo che il presidente Genovese è costantemente in contatto col Ministero per sollecitare la copertura dei buchi nell'organico, un lavorio incessante nel quale il presidente sfrutta i suoi numerosi contatti nella capitale. P.N.

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