Il Tirreno

Prato

L'istituto aspetta 260mila euro dallo Stato

Al. Ag.
L’onorevole del Pd Antonello Giacomelli
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L’onorevole del Pd Antonello Giacomelli

Giacomelli presenterà un'interrogazione al Parlamento

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 PRATO. Antonello Giacomelli presenterà un'interrogazione parlamentare sul caso Gramsci-Keynes che vanta un credito con lo Stato di 260 mila euro. «Il debito è stato riconosciuto - ha spiegato l'onorevole del Pd - ma è arrivata una sorta di intimazione in cui si proibiva alla scuola di metterlo in bilancio». Durante la visita all'istituto, in occasione della giornata di mobilitazione per la scuola indetta dal Pd, Giacomelli, insieme al segretario Bruno Ferranti, hanno anche avuto l'occasione di parlare con una delegazione di insegnanti e di studenti. «Ci è stato presentato - ha sottolineato Ferranti - un documento firmato anche dai genitori in cui si dichiara che il corpo docenti non applicherà le nuove regole per l'ammissione alla maturità, che prevedono la sufficienza in ogni materia, ma piuttosto adotterà un criterio di collegialità di giudizio».  Non solo il dirigente scolastico e gli insegnanti hanno denunciato problemi, ma anche i ragazzi, come ha riportato Giacomelli: «Chi ha l'ambizione di avere una formazione scolastica ad alto livello sta già pensando di andare a studiare all'estero».  Il tour di Ferranti e Giacomelli (Andrea Lulli e Ambra Giorgi sono andati al Datini) è proseguito anche nell'istituto comprensivo don Milani (scuola materna, elementare e media) dove le maggiori difficoltà riguardano la riforma scolastica. «La scuola primaria - ha spiegato Tina Santini responsabile settore scuola per il Pd - è il primo ciclo in cui si sta già applicando la riforma, di fatto il maestro unico non esiste, spesso per completare l'orario su una classe si alternano anche cinque insegnanti».  Santini svela anche che il prossimo anno a Prato c'è la richiesta per 41 sezioni di tempo pieno, ma di fatto, ne verranno concesse solo 17. «La manovra finanziaria - ha sottolineato Ferranti - colpisce ancora una volta le famiglie che dovranno pagare di tasca propria una persona che accudisca i figli dopo la scuola che terminerà alle 12,45. Stiamo tornando indietro di 50 anni». Preoccupato anche Giacomelli che annuncia battaglia in parlamento: «Prato in questa situazione è doppiamente svantaggiata, perché i tagli incidono anche sulla formazione specifica di alcune figure professionali che potrebbe aiutare il distretto ad uscire dalla crisi».  Particolarmente difficile anche la situazione degli istituti tecnici dove le ore di laboratorio e anche quelle di alcune materie specifiche dell'indirizzo sono state diminuite. «All'istituto Datini - ha sottolineato Santini - ritorneremo ancora in quanto il dirigente Paganelli era ad un convegno proprio sulla riforma scolastica, tuttavia gli insegnanti con cui abbiamo parlato sono preoccupati per come è stata gestita la riforma: una mannaia che è calata sulla scuola senza vagliare dove effettivamente bisognava tagliare e dove, invece, era necessario investire».

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