Il Tirreno

Prato

Maria Grazia Damonte: «Colpa del troppo lavoro»

«E' pronta, la depositerò nei prossimi giorni» La verità del magistrato

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 «Guardi, quella sentenza è quasi pronta, credo che la depositerò nei prossimi giorni».  Maria Grazia Damonte in questi giorni è in ferie. Dopo alcuni anni di servizio al Tribunale di Prato, attualmente è in forza all'ufficio esecuzioni immobiliari del Tribunale di Firenze e non ci sta a passare per un giudice scansafatiche.  «Sono arrivata a Prato nel 2000 - spiega - e dunque prima di me quel fascicolo è stato trattato da altri colleghi».  Il fatto però è che l'ultima udienza c'è stata nel 2004 e da allora non si è saputo più niente della sentenza. «E' vero, non lo nego, ma il problema è che c'è stato un grande accumulo di lavoro, questo spiega il ritardo. A Prato abbiamo attraversato periodi molto difficili. Ricordo che nel 2003 eravamo rimasti tre nel civile, oltre al presidente, non era facile portare avanti il lavoro. Inoltre la causa di cui si parla riguarda materie molto complesse, che andavano approfondite».  Sul fatto che il Tribunale di Prato sia storicamente a corto di giudici, Maria Grazia Damonte la pensa come tanti suoi colleghi. «Quello di Prato è un Tribunale penalizzato. In più mettiamoci che le precedenze vanno di solito al settore penale e si capisce come mai le cause possano durare tutto questo tempo». Chi ha lavorato insieme al giudice Damonte aggiunge che forse la collega può aver pagato una sorta di "eccesso di generosità", l'aver preso sulle spalle un numero di cause civili che poi non è riuscita a gestire, l'aver preferito non rinviare per la decisione cause che potevano essere rinviate. Resta il fatto che sei anni sono davvero tanti ed è giunta l'ora che quella sentenza veda finalmente la luce. P.N.

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di Redazione web