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«Sono leghista da un anno e mezzo solo noi possiamo salvare l'Italia»
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Gualtiero Storai 1 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Gualtiero Storai ha scelto di militare nella Lega perché è «patriottico» e la sua storia personale lo ha allontanato dalla sinistra, nonostante, al tempo simpatizzasse con Berlinguer. «La mia famiglia, per parte di madre, viene dall'Istria - spiega - abbiamo subito la persecuzione dei partigiani titini, i miei prozii sono stati uccisi. Per anni sono stato tiepido verso la politica, dopo il 1968 mi sono avvicinato alla destra, ma sempre senza farmi coinvolgere troppo». La fulminazione è arrivata un anno e mezzo fa con la Lega Nord: «Prima simpatizzavo per il Pdl - spiega - ma poi con la Lega ho ritrovato il vigore e la passione per la politica. Penso che solo questo partito possa garantire un futuro all'Italia». Storai, nonostante il suo passato nel Pdl, mette in guardia anche Cenni: «Ci stiamo muovendo molto bene in ambito comunale, il sindaco deve tenerne conto». Ancora più critico verso il presidente della Provincia Lamberto Gestri, naturalmente sulla questione delle case popolari: «Non possono essere assegnate agli zingari, meno male che è tornato indietro sulla sua decisione». Gli animi sono ancora infiammati sulla vicenda delle case popolari, ma il popolo della Lega per ora non ha altre proposte da fare; prima delle votazioni, nel momento dedicato alle proposte degli aventi diritto, nessuno ha preso la parola. A.A.
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