Toscana
In via Santa Chiara nasce il "ghetto degli artisti"
Ma.La.
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Lingresso dello Spazio K in via Santa Chiara Nei capannoni vicini al Museo del Tessuto e alla biblioteca si ritrovano teatranti da tutta Italia
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PRATO. Cristina tira un po' di respiro dopo la sua mattinata di prove. Giusto il tempo di mettere in bocca qualcosa e poi ripartire. Di nuovo tutti in scena per preparare il nuovo spettacolo. Si accende una sigaretta, l'amica Monica che abita in via Santa Chiara le fa compagnia. Due cinesi sono seduti su una panchina, anche loro in pausa di lavoro. Anonimi, sembrano però voler interagire con il gruppo di artisti. A due passi ci sono il Museo del Tessuto e la Biblioteca comunale Lazzerini nell'area dell'ex lanificio Campolmi. Benvenuti nello spazio K che ha tutta l'aria di un cantiere in movimento. Quartier generale della poliedrica compagnia Kinkaleri (ballo e performance d'arte a 360 gradi), fino a qualche anno fa, sede dell'associazione culturale Grafio di Gianni Cascone, scrittore a autore teatrale, organizzatore della rassegna "Forme del narrare". A due passi anche la Fondazione Santa Rita ha lasciato un segno, realizzando una mostra permanente di artisti pratesi del Novecento con centinaia di opere. «Questo è il ghetto degli artisti», lo definisce Monica Bucciantini. «E mai che un direttore artistico del Metastasio sia passato da queste parti», fa notare l'artista 48enne. Questo è lo spazio che Cristina Pezzoli ha scelto per le prove degli spettacoli che la portano in giro per lo stivale. Gli occhi ce li ha buttati nell'estate scorsa. Spazio autogestito e autofinanziato che profuma di creatività e curiosità per un mestiere che, in quella che è ormai l'industria del teatro, pecca di scarsa ricerca e pochi spazi per la libera espressione. «All'inizio - racconta Cristina - eravamo un gruppo di 80 artisti, accomunati dall'idea di venire qui da ogni parte d'Italia». Tra loro appunto c'è anche Yang Sha, volto della pellicola di Gianni Amelio, "La stella che non c'è". Qui si fanno vedere Jurij Ferrini, uno dei maggiori talenti del teatro italiano di oggi (vincitore nel 2003 del premio Eti-Olimpici del Teatro), Carlo Orlando dell'associazione Narramondo e Fortunato Cerlino che ha condiviso le gioie del palco con Lina Sastri e Giorgio Albertazzi.
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