Lutto
Nel processo di primo grado il medico dellospedale era stato condannato per omicidio colposo
Caso Menchi, assolto il pediatra
Paolo Nencioni
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Un intervento in sala operatoria Il piccolo Jacopo morì per una rara malattia: verdetto ribaltato in appello
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PRATO. Il piccolo Jacopo Menchi non morì per colpa del dottor Giovanni Danesi, il pediatra dell'ospedale che lo aveva visitato due giorni prima del decesso, scambiando per allergia i sintomi di una rara malattia cardiaca. Lo ha stabilito la scorsa settimana la terza sezione della Corte d'appello di Firenze, che ha assolto il dottor Danesi dall'accusa di omicidio colposo. Si è conclusa così, forse definitivamente, una dolorosa vicenda iniziata cinque anni fa, il 30 marzo 2005, quando il piccolo Jacopo Menchi, un bambino di 8 anni, morì all'ospedale Meyer di Firenze poche ore dopo il ricovero. Quattro giorni prima il bimbo era stato visitato dal pediatra della Pubblica Assistenza, Saverio Dabizzi, che diagnosticò un'allergia (ancora prima era stato visto dal medico di famiglia che aveva fatto la stessa diagnosi). Due giorni prima della tragedia, invece, era stato il dottor Danesi, pediatra dell'ospedale, a vedere il bimbo, diagnosticando l'allergia. In realtà Jacopo Menchi era affetto da una rara infezione cardiaca, una miocardite, e fu questa a ucciderlo il 30 marzo di cinque anni fa. I genitori presentarono un esposto e pur con qualche dubbio (una prima perizia aveva escluso la loro responsabilità) i medici Dabizzi e Danesi furono rinviati a giudizio. Sofferta fu anche la sentenza di primo grado letta il 12 giugno del 2008 dal giudice monocratico Gianluca Petragnani, che assolse il dottor Dabizzi e condannò a quattro mesi il dottor Danesi (la differenza di trattamento si spiega con il maggior tempo trascorso tra la visita del dottor Dabizzi e la morte del bambino). Con una premessa veramente insolita. «Non avrei nessun dubbio ad affidare i miei figli al dottor Danesi o al dottor Dabizzi - disse il giudice - Sono cosciente che la sentenza sarà impugnata perché si tratta di un caso limite, dove le norme non bastano e bisogna leggere tra le righe. E ognuno potrà dare un'interpretazione diversa degli stessi fatti». Gli stessi difensori di Danesi, Manuele Ciappi e Tullio Padovani, si dissero convinti che la sentenza non avrebbe retto in appello. E così, in assenza di fatti nuovi, i giudici di secondo grado hanno dato una lettura completamente diversa delle responsabilità. Nel frattempo i genitori di Jacopo, Daniela e Massimo Menchi Martelli, hanno raggiunto una transazione con l'assicurazione e non si sono costituiti parte civile. Hanno però seguito il processo d'appello insistendo per la condanna del dottor Danesi e non nascondendo il disappunto per l'assoluzione. Un' assoluzione per la quale invece si sono battuti con forza gli avvocati Ciappi e Padovani, convinti che la tragedia del piccolo Jacopo sia stata una di quelle casualità che nessun medico, per quanto scrupoloso, avrebbe potuto prevedere. Proprio oggi al campo Faggi inizia il torneo di calcio giovanile intitolato a Jacopo Menchi.
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