Il Tirreno

Prato

Un polo europeo del controllo tessuti

Maria Lardara
Servono tessuti sempre più tecnologici
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Servono tessuti sempre più tecnologici

E' una delle proposte all'Ue su cui si può giocare il futuro del distretto

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 PRATO. Lunga vita al tessile di Prato, ma a patto che le aziende si convertano dal produrre tessuti tradizionale in favore di tessuti tecnici e speciali. Sembra averlo capito da tempo un'azienda di Vaiano, la "Lenzi Egisto spa" che ha brevettato un tipo di stoffa particolare contro la psoriasi, ma c'è anche un'altra importante realtà pratese al lavoro per realizzare materiali come i camici per sala operatoria.  La novità ora è che questi esempi di impieghi nel "paratessile" dovranno stuzzicare l'attenzione di Bruxelles: sulla scrivania del professor Giuseppe Bartolini, responsabile del laboratorio d'analisi dell'istituto Buzzi, c'è infatti un dossier di diverse pagine commissionato dall'assessore comunale ai rapporti con l'Ue, Giorgio Silli per dare più forza alla richiesta di fondi comunitari attraverso l'Acte, l'associazione delle comunità tessili europee di cui Silli è segretario esecutivo. Sfogliandolo, si capisce quanto l'innovazione stia ancora a cuore alle aziende, che non dicono no alla possibilità di ampliare il raggio di applicazione dei loro tessuti. «In questo periodo - racconta Bartolini - il nostro laboratorio sta scoppiando di lavoro: le analisi e i controlli che ci chiedono di eseguire sul prodotto provengono per il 30% dal distretto pratese e il resto dall'Italia. È importante che, pur in un momento di crisi, i test di prova sulla sicurezza dei tessuti che costano alle aziende comunque non vengano meno. Nella relazione che nei prossimi giorni consegnerò all'assessore si vuole proporre alla commissione di fare Prato un polo di riferimento che possa gestire il controllo dei tessuti a livello europeo». Ma perché Bruxelles, una volta tanto, dovrebbe essere "benevola" con i nostri produttori tessili? Uno strumento per alzare finalmente la voce potrebbe essere proprio l'Acte e l'assessore Silli ci punta molto, tanto da aver chiesto un colloquio al commissario europeo Antonio Tajani per consegnargli un documento sottoscritto da tutti i 180 membri. «Con questo - precisa Silli - vogliamo che l'Ue s'impegni a non legiferare in materia di tutela e valorizzazione del tessile senza prima aver interpellato il nostro organismo. Lo strumento Acte va rilanciato nell'interesse di Prato; fare lobby, da questo punto di vista, sarà fondamentale». E nella varie carte che voleranno a Bruxelles, s'inserirà appunto la relazione di Bartolini del Buzzi per destinare appunto fondi al "paratessile". Questo Silli l'ha ribadito nella giornata di ieri, in occasione dell'assemblea europea dell'Acte a Guimarães, in Portogallo. Ma in pentola bolle altro. Acte punta a riattivare i vecchi programmi strutturali e strategici per il settore tessile, confezioni e calzaturiero con una versione nuova del progetto Retex che risale al 1991. «Allora fu distribuita una valanga di fondi comunitari, con centinaia di milioni di euro. Quelle risorse a pioggia - fa notare infine l'assessore - non sono più disponibili. Per questo, stiamo lavorando su come mettere in piedi forme di collegamento legislativo fra i distretti».

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