Finanza
Giardini a luci rosse a Cafaggio
Alessandro Pattume
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A sinistra i giardini di via Gagarin Sopra, segni di sporcizia Un giro di prostituzione omosessuale, forse coinvolto un minore
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PRATO. C'è chi ha smesso di portarci a giocare i bambini e chi addirittura di portarci a spasso il cane. Perchè i giardini comunali di via Gagarin a Cafaggio sono diventati perfetti anche per il mestiere più antico del mondo. Un mestiere che in questo caso attira uomini in cerca di uomini. E forse addirittura, come sostiene qualcuno degli abitanti della zona, in cerca di ragazzini. Al confine col Macrolotto 1, un parcheggio tra le fabbriche e un giardino lasciato all'incuria. Un luogo perfetto per appartarsi. Di giorno, quando il viavai delle fabbriche copre un altro tipo d'esigenze e soprattutto di notte, quando la strada è deserta, buia e dimenticata. Stretto tra l'autostrada e un'alta parete vegetale che lo nasconde agli occhi dei curiosi, il giardino comunale di via Gagarin è stato fino a poco tempo fa luogo sicuro dove portare i nipoti. Finché qualcuno dei residenti non si è imbattuto in movimenti sospetti tra le frasche o in veri e propri amplessi consumati alla luce, "rossa", del giorno. E ha dato l'allarme. Con l'angoscia di aver pure individuato, tra gli amanti, un ragazzino. «C'è un viavai continuo di uomini a tutte le ore del giorno - confermano alla Teknofloor - E i nostri corrieri spagnoli non dormono più nel parcheggio dopo essere stati importunati in diverse occasioni». Un pensionato che passeggia solitario aggiunge: «Non so se ci siano minori, di sicuro ci sono uomini che si appartano nei punti più nascosti». Ma una donna che portava a spasso il cane, ha raccontato di aver visto un uomo e un ragazzino impegnati in un rapporto sessuale alla luce del sole. Da allora porta il cane altrove. A ogni ora del giorno la scena è sempre la stessa: appostamenti, attese, movimenti furtivi di un buon numero di uomini, dai 25 ai 60 anni, in moto o in auto, qualcuna proveniente da fuori città. Alle 11, ad esempio, arriva un uomo sulla cinquantina, in completo scuro a bordo di una Ford grigia. Scende, entra nel giardino e lo perlustra da cima a fondo ignorando il vecchio col cappellino immobile sulla panchina, bicicletta al fianco. Niente. Rimonta in auto e aspetta. E così fanno un giovane operaio su un furgone bianco e il trentenne che arriva su un vecchio Typhoon rosso. Aspettano un po', ignorandosi, e poi se ne vanno. Sotto un albero, un giaciglio di cartoni sgualciti, mentre le frasche, piene di cartacce e profilattici, si rivelano covi di amplessi frettolosi. L'"oggetto" del desiderio stavolta non c'è, e allora si torna via. Ma è sorprendente il numero di uomini interessati a questo luogo quasi introvabile. Con l'arrivo della sera la situazione non cambia. Anzi, riecco l'uomo con la Ford grigia, è di nuovo lì che aspetta. Ci sono anche altri due uomini, seduti sui propri motorini. Aspettano tutti. A passo d'uomo arriva un'auto e cala uno strano silenzio. Fa un giro dell'isolato, ne fa un altro. Perfino alle 2 del mattino c'è ancora vita intorno al giardino. Sui movimenti sospetti intorno ai giardini di via Gagarin anche il consigliere comunale del Pd Maurizio Calussi ha presentato un'interrogazione chiedendo più controlli e illuminazione.
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