Il Tirreno

Prato

Condannato il marito violento

E’ stata la moglie a denunciare il coniuge
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E’ stata la moglie a denunciare il coniuge

Sette anni e mezzo per gli abusi sessuali sulla moglie che lo denunciò

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 PRATO. Si è concluso con una pesante condanna, sette anni e sei mesi di reclusione, il processo a carico di un cinquantenne accusato di aver maltrattato e abusato sessualmente di moglie e figlia. Il Tribunale presieduto dal giudice Ettore Nicotra, dopo una veloce camera di consiglio, ha sostanzialmente accolto le richieste del pubblico ministero Eligio Paolini.  Processo a porte chiuse, come quasi tutti quelli in cui ci sono di mezzo abusi sessuali e minori. Ma una volta che quelle porte si sono aperte è emersa una storia molto triste, la fine traumatica di un rapporto di coppia.  Marito e moglie si conoscono in un centro medico. Dal loro matrimonio nascono due figli maschi ora adolescenti e una bambina, ma nel giro di poco tempo il marito diventa violento, maltratta sempre più spesso la moglie e pretende rapporti sessuali che lei non è più disposta a concedere.  Non basta: secondo la Procura (le indagini sono state condotte dai sostituti Mazzeo e Guidi) l'uomo avrebbe fatto vedere ai figli film a luci rosse, sia in tv che sul suo computer. Poi si sarebbe spinto più in là, abusando della figlia di appena tre anni. Una storia terribile che è approdata alla sentenza di primo grado in tribunale ben nove anni dopo i fatti contestati all'uomo.  La sentenza ne ha risentito solo in parte: l'imputato, difeso da Filippo Trippanera, è stato assolto dall'accusa di corruzione di minorenni (i film a luci rosse) perché prescritta e assolto dagli abusi sulla figlia piccola.  Condannato invece per un paio di episodi di violenza sessuale sulla ormai ex moglie, assistita dall'avvocato Laura Barbetti, e per i maltrattamenti.  Tra i testimoni figuravano oltre alla moglie anche la madre e la sorella di lei, che hanno assistito ad alcuni episodi. Tutto è accaduto nella casa dove, all'epoca dei fatti, la coppia abitava in città. Il Tribunale ha disposto anche un risarcimento alla parte civile e il difensore dell'imputato sta valutando l'ipotesi di fare appello contro la sentenza.

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