La manifestazione
Seminfermità mentale per l'omicida di Mordini
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Aida Halilovic 1 MINUTI DI LETTURA
PRATO. «Seminfermità mentale». E' questa in sintesi la conclusione della perizia psichiatrica fatta dal dottor Piero Pini, ex primario del reparto di Psichiatria dell'ospedale di Prato, incaricato dal giudice delle indagini preliminari Angela Fedelino su richiesta del pm Eligio Paolini, di eseguire la perizia psichiatrica su Aida Halilovic, la rom di 23 anni che nella notte tra il 15 e il 16 settembre dell'anno scorso uccise il pensionato di 72 anni Mariso Mordini. Una coltellata dritta al cuore davanti al pronto soccorso dell'ospedale. Il dottor Pini è comparso ieri mattina davanti al giudice per illustrare le sue conclusioni alla presenza della stessa Halilovic difesa dall'avvocato Gabriele Terranova e dei familiari del pensionato ucciso, costituitisi parte civile e rappresentati dall'avvocato Manuele Ciappi. Con i due avvocati, a porre domande al perito c'erano anche i consulenti di parte, ovvero la dottoressa Carla Niccheri Gineprai, per la rom, e il professor Marchi, uno psichiatra militare, per la famiglia Mordini. Il processo continuerà il 9 giugno e probabilmente il difensore della rom, l'avvocato Terranova, chiederà il giudizio abbreviato cercando anche di spingere per l'incapacità totale della donna di intender e di volere al momento del fatto. Determinante potrebbe rivelarsi lo stato confusionario della donna dovuto a quello che avrebbe subito pochi giorni prima: uno stupro di gruppo, e ai medicinali di cui faceva uso.
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