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Prato

Mille case non censite Un paese fantasma ancora da sanare

Una veduta dall’alto del centro abitato di Prato
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Una veduta dall’alto del centro abitato di Prato

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 PRATO. Sono più di mille, 1.051 per la precisione in provincia di Prato, le case fantasma ancora non censite dal Catasto che potrebbero rientrare nella sanatoria annunciata dal governo Berlusconi nell'ambito della manovra finanziaria discussa in questi giorni per rimettere ordine nei conti pubblici. Un piccolo paese finora sfuggito ai registri dell'Agenzia del territorio, che potrebbe emergere grazie all'esca lanciata dal governo.  Non se ne parlava più da tempo, almeno dal 2007, quando in due tranche, prima in agosto, poi a dicembre, sulla Gazzetta ufficiale uscì un elenco di 1.843 immobili mai dichiarati al Catasto, a cui si aggiunsero 543 immobili rurali che forse rurali non erano più. Dove si erano nascosti fino a quel momento? Da nessuna parte, erano sempre stati lì, ma non risultavano al Catasto. Lo scoprì l'Agenzia del territorio mettendo a confronto le mappe catastali con le foto aeree scattate dall'Agea, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura. L'uovo di Colombo.  Si disse che i proprietari avrebbero avuto tre mesi di tempo per contattare l'Agenzia e chiarire la loro posizione, poi un velo di oblio è calato sulla questione. Un velo alzato in questi giorni dalla trovata del ministro dell'Economa Giulio Tremonti che intende far cassa facendo emergere le case fantasma. In questi due anni e mezzo l'Agenzia del territorio non è stata con le mani in mano. Dei 1.843 immobili non censiti, 549 sono stati rintracciati: 403 sono emersi nel corso del 2009, cioè ora figurano sulle mappe catastali e sono assoggettati alle tasse, mentre per 146 si è trattato di un errore. Il capitolo dei fabbricati rurali ha avuto uno sviluppo simile. Si tratta di immobili che un tempo erano classificati come rurali, molti dei quali però non frattempo non lo sono più (si pensi alle ex coloniche ristrutturate). Dei 543 immobili censiti nel 2007, 204 sono stati esaminati, 97 sono rimasti nella classe rurale, gli altri 107 sono emersi. Ne restano da rintracciare più di 300.  Nel corso dei primi mesi del 2010 il lavoro è andato avanti e ad oggi sono 1.051, secondo l'Agenzia del territorio, gli immobili mai dichiarati che ancora mancano all'appello. La suddivisione territoriale è la seguente: 273 a Prato, 212 a Montemurlo, 56 a Cantagallo, 183 a Carmignano, 49 a Poggio a Caiano, 127 a Vaiano, 151 a Vernio.  Sono questi che potrebbero rientrare nella sanatoria di cui parla il governo. Più che sanatoria bisognerebbe chiamarla condono edilizio perché rientrare nelle mappe del catasto non può sanare eventuali abusi edilizi, per i quali ci vorrebbe il condono. E' materia molto delicata, perché per l'Agenzia del territorio trovare le case o gli annessi mancanti non è così facile come si potrebbe credere. Molti immobili potrebbero essere intestati a persone morte da tempo, potrebbero esserci stati passaggi di proprietà non registrati. E se arrivasse davvero il condono sarebbero gli effettivi proprietari a cercare l'Agenzia, anziché l'inverso, anche perché per loro potrebbe essere molto conveniente, si pensi solo a chi vuol vendere e non lo può fare perché al notaio si deve presentare una casa registrata.  Intanto l'Agenzia del territorio ha registrato un fenomeno singolare. Nei primi mesi dell'anno c'è stato un vistoso calo dei Docfa, cioè le dichiarazioni che bisogna presentare in caso di modifiche, anche interne, alle abitazioni (cambia la rendita). Solo a gennaio il calo è stato del 26% (dalle 668 del 2009 alle 490 del 2010). Un fenomeno che si può spiegare almeno in due modi: come segno della crisi che si fa sentire nel settore edile, ma anche come un'attesa del condono, visto che la Docfa costa alcune centinaia di euro e forse si è preferito attendere un aiutino dal governo.

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