Il Tirreno

Prato

Blitz interforze in via Manin e sequestri

Sei cinesi sui dodici controllati sono risultati senza documenti

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 PRATO. Ieri mattina è toccato ad un immobile in via Manin a finire nell'elenco dei capannoni artigianali controllati dalla squadra interforze perchè sede di una ditta gestita da cinesi. L'ispezione, cominciata alle 8, era diretto alla verifica del rispetto della normativa in materia di immigrazione e sfruttamento della manodopera clandestina, della regolarità fiscale e contributiva e della normativa igienico ambientale, urbanistica e sui rifiuti. Nell'azienda controllata sono state identificate dodici persone, sei delle quali sono risultate prive di documenti e quindi si è reso necessario un ulteriore controllo per verificare che non si tratti di clandestini e, magari, già invitate in passato a lasciare il territorio italiano e quindi, in questo caso, verrebbero arrestati. Al momento del controllo nessuno era intento a lavorare anche se nell'azienda erano presenti una ventina di macchine per la filatura che, essendo risultate non in regola con le norme di sicurezza sono state sottoposte a sequestro amministrativo. E un analogo provvedimento di sequestro è stato disposto per l'immobile controllato visto che all'interno della struttura lavorativa sono statei trovate sei camere con paratìe e carton gesso adibite a dormitorio, senza doccia e con all'interno di una di esse una bombola di gas. L'esito del controllo è stato trasmesso al sostituto procuratore della Repubblica di Prato, Giuseppe Ledda, anche se ulteriori accertamenti sono in corso soprattutto a livello fiscale ed amministrativo sull'azienda oggetto della verifica.

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