Il Tirreno

Prato

Prof picchiato all'uscita da scuola

La preside Maria Grazia Ciambellotti A destra la scuola
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La preside Maria Grazia Ciambellotti A destra la scuola

Il padre di un alunno non ha gradito un rimprovero al figlio di 11 anni

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 PRATO. Rimproverato in classe dall'insegnante, si è lamentato col padre e questo non ci ha pensato due volte: ha aspettato il professore nel parcheggio della scuola e lo ha preso a pugni, mandandolo all'ospedale.  E' successo martedì pomeriggio davanti alla scuola media Don Milani in via delle Gardenie, a San Giusto. Ed è la seconda volta in meno di due settimane che un insegnante fa le spese dell'arrabbiatura di un genitore, dopo la violenta lite del 14 maggio alla scuola elementare di Seano.  Se non è una semplice coincidenza, è forse il segno di un clima sempre più esasperato, dove i genitori non si fidano più di coloro a cui affidano i figli e scattano alla prima occasione.  I fatti. Sono le 17 di martedì quando il professore esce dalla scuola media "Don Milani" di via delle Gardenie e si avvia verso la sua macchina. Improvvisamente gli si para davanti il padre di un suo alunno di una prima classe che prima lo prende a male parole e subito dopo lo tempesta di pugni al volto.  L'insegnante forse non ha nemmeno il tempo di capire che cosa sta succedendo e si ritrova a terra, con la faccia segnata dai colpi dell'aggressore. Quest'ultimo invece, ottenuto quello che si era proposto, è lesto ad allontanarsi (pare che abiti a poche centinaia di metri).  Il professore, dolorante, rientra a scuola e viene soccorso dalle bidelle e dai colleghi increduli. Qualcuno chiama i carabinieri e arriva anche un'ambulanza che si prende cura dell'insegnante, trasportato al pronto soccorso.  A scuola arriva anche la preside Maria Grazia Ciambellotti, che ricostruisce l'accaduto e non si dà pace per quello che è successo.  «Un fatto molto grave - commenta la dirigente - Gli stessi studenti oggi non ci volevano credere, anche perché il docente in questione è una pasta d'uomo, sempre disponibile al colloquio, mai sopra le righe».  Che cosa è successo, dunque? L'alunno al centro del caso è un ragazzino di 11 anni descritto come molto vivace. Ha preso qualche rapporto a scuola, almeno tre, tanto da meritarsi un giorno di sospensione.  In quell'occasione c'è stato un colloquio coi genitori e la situazione sembrava risolta, ma evidentemente così non è stato.  In altri tempi il ragazzo avrebbe rischiato di prendersi una ramanzina o qualcosa di peggio dai genitori. Ora invece va diversamente, forse per certi genitori dare la colpa agli insegnanti è una strada più facile, certo più comoda che interrogarsi sull'educazione che hanno dato ai figli.  «E' una storia che ci lascia molto amaro in bocca - commenta la preside - perché in questa scuola siamo abituati al confronto e questi problemi non ci sono mai stati».  Ieri l'insegnante non era a scuola e ha preferito non commentare quanto gli è accaduto. Ciò non esclude che nei prossimi giorni possa querelare il padre dell'alunno, già identificato dai carabinieri. Paolo Nencioni Maria Lardara      IL PRECEDENTE DI SEANO Maestra si sentì male dopo la lite  Anche a Seano, il pomeriggio del 14 maggio scorso, un'insegnante finì all'ospedale per una crisi di panico dopo uno scontro verbale col padre di un'alunna di prima elementare, alla scuola Quinto Martini, ma il caso sembra un po' diverso da quello accaduto martedì a Prato. Nella scuola di Carmignano c'è un gruppo di genitori che non gradisce i metodi della maestra di matematica e da febbraio a maggio ha snocciolato ben cinque querele ai carabinieri, ipotizzando l'abuso dei metodi di correzione. La preside smentisce e assicura che non è mai successo niente di strano. Giusto oggi Debora Fattori, rappresentante di classe della 1ªA, verrà sentita dal procuratore capo Piero Tony come persona informata sui fatti.

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