Il dolore
Prato è in salute, parola di ricercatori
Ba.Bu.
Studio sulle condizioni dei residenti, l'alcolismo è un problema
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PRATO. Nonostante le sofferenze causate da disoccupazione, lavoro precario e nuove povertà, lo stato di salute del territorio provinciale resta buono grazie alla presenza di una popolazione molto giovane con una speranza di poter migliorare la propria qualità della vita che è tra le più alte in Toscana. E' il profilo messo a punto dalla Società della salute sulla base di un'analisi condotta da Paolo Sambo dell'Osservatorio sociale provinciale con l'Asel e da Cristina Epifani dell'unità Epidemiologica dell'Asl 4. Analizzando una serie di fattori sociali, demografici, economici, ambientali e sanitari, si è scattata una fotografia dello stato di salute del territorio sapendo bene che migliorare la salute dei cittadini implica modificare i fattori che la determinano: dalla condizione abitativa alla famiglia passando per la rete sociale, la qualità dei servizi, il livello d'inquinamento ambientale, fino allo stile di vita. «Sulla base di questo profilo costruiremo il piano di salute per i prossimi cinque anni» ha detto l'assessore provinciale alle Politiche sociali Loredana Ferrara, che ieri è intervenuta alla presentazione dello studio. «Di quest'analisi mi ha colpito com'è riuscita a mettere in evidenza le debolezze della realtà pratese fornendoci gli strumenti per intervenire - ha spiegato Ferrara - è qui infatti, sulle criticità, che le politiche sociali devono essere il più incisive possibile nell'aggredire il problema e fornire delle risposte». Il direttore della Società della salute Riccardo Poli ha sottolineato che «il piano integrato di salute sarà uno strumento agile e comprensibile anche dai non addetti ai lavori». Prato risente di tutti gli effetti di un'area metropolitana. «D'altra parte - ha commentato la ricercatrice Epifani - si nota che i pratesi conducono uno stile di vita sano legato probabilmente a una corretta alimentazione che ha contribuito a ridurre l'incidenza di diverse patologie, fatta eccezione per i tumori alla vescica nei maschi». Trend in crescita dell'incidenza di tubercolosi e obesità. Resta un punto debole il fenomeno dell'alcolismo in aumento tra i giovani, i quali sempre più di frequente fanno uso eccessivo di alcolici con un elevato rischio di intossicazione. Tra gli stili di vita da correggere c'è l'abitudine al fumo (il tasso dei fumatori a Prato è del 27%, in media col dato della Toscana, ma superiore a quello nazionale fissato al 21,2%). «Difficilmente smetteranno di fumare - ha commentato Poli - se Prato continua a registrare il più alto tasso di sfratti per morosità». Se è vero che tra le province toscane Prato è quella che presenta il più basso indice di vecchiaia, anche per effetto della più alta fecondità delle donne straniere, sono in aumento le famiglie con un solo componente: anziani e monogenitoriali con minore a carico. Nell'ultimo decennio si è avuto un progressivo innalzamento dei tassi di scolarizzazione (diplomati passati dal 48 al 68%), tuttavia, gli alunni stranieri evidenziano un tasso di abbandono scolastico superiore alla media. Da potenziare la rete dei consultori anche alla luce del fatto che il numero di interruzioni di gravidanza tra le donne straniere resta ancora alto (il 50,4% contro il 22,5% delle italiane). Poiché la rete dell'assistenza è prevalente per gli anziani non autosufficienti, sarà necessario organizzare risposte per i disabili adulti che non non hanno un supporto familiare. Permangono barriere architettoniche.
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