Sicurezza
La Provincia salvata dagli stranieri
Senza gli immigrati rischiava di essere tagliata
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PRATO. Salvata grazie anche agli immigrati. Risparmiata dalla cura dimagrante che il Governo ha riservato a 9 Province, già dalla prossima legislatura. Perché se non fosse per quei trentamila abitanti in più che parlano una babele di lingue diverse, oggi il territorio su cui ha competenza l'ente del presidente Lamberto Gestri toccherebbe quota 218mila abitanti (dati aggiornati al 31 dicembre 2009). Dunque, appena sotto la soglia prevista dalla manovra varata dal Consiglio dei ministri che cancella le Province con popolazione inferiore alle 220mila unità. E così Prato farebbe la stessa fine di Massa Carrara, provincia destinata a saltare a colpi di scure per effetto della manovra. Se non fosse per qualche migliaio di residenti in più, forse i pratesi sarebbero tornati a congiungersi con i "cugini" fiorentini, dopo tanta fatica per separarsene istituendo una Provincia autonoma nel 1992. Che siano gli stranieri a fare la differenza, non è ragionamento frutto della fantasia. I cittadini risultanti all'anagrafe provinciale erano 248.004 alla fine dell'anno scorso (246.034 a dicembre 2008), non oltre 30mila gli stranieri. Ora, se qualcuno avesse la bacchetta magica per farli sparire, la Provincia di Prato scenderebbe sotto i 220mila abitanti. E dunque scomparirebbe dalla mappa geopolitica degli enti provinciali. Stranieri (comunitari e non) con un concentrazione massiccia a Prato: 26.993 quelli iscritti nei registri dell'anagrafe comunale, di cui 11.263 cinesi secondo le ultime statistiche aggiornate al 31 marzo di quest'anno. E viene da sorridere a Gestri al pensiero che l'istituzione da lui presieduta se la sia cavata perché cresciuta abbastanza negli ultimi anni grazie anche alla nascita di molti bimbi stranieri, non certo per l'estensione della sua superficie. «Non voglio addentrarmi in esercizi accademici - premette il presidente - ma il trend di aumento di popolazione è inevitabile in una provincia a forte connotazione multietnica». Rimane il fatto che senza quei trentamila stranieri, Prato sarebbe una provincia più magra. «Non so se siamo "salvi" grazie a loro. Ma di certo la perdita della Provincia per quanto ci riguarda avrebbe avuto effetti disastrosi soprattutto sul piano della qualità dei servizi». Gestri ribadisce anche il no al progetto della "superprovincia" lanciato dal collega di Firenze Andrea Barducci. «Non ne vedo i vantaggi. Più utili invece gli accordi di area vasta che stiamo perfezionando a vari livelli, come i collegamenti tra le Aziende provinciali del turismo». M.L.
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