Attenzione
I clandestini sono arrivati anche a Cantagallo
E.B.
Blitz in una confezione: arrestato il titolare residente a Vernio e denunciati 7 operai
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POGGIO A CAIANO. Sarà per i troppi controlli su Prato, sarà per l'aria di montagna che fa bene anche ai cinesi. E così lo sfruttamento della manodopera clandestina è salito di quota e ha "contagiato" anche l'insospettabile comune di Cantagallo, nella Val di Bisenzio, poco più di 2mila anime. La scoperta è stata fatta ieri notte dai carabinieri del comando provinciale di Prato. A finire nella loro rete è stata una confezione in via Carlo Ferri a Carmignanello dove sono stati sorpresi a lavoro 7 clandestini su 17 operai presenti. Il titolare, 30 anni, domiciliato a Vernio, è stato arrestato. Il magazzino non è stato sequestrato perchè non sono stati riscontrati abusi edilizi. Gli irregolari infatti, erano stati sistemati in un appartamento. Segno che l'abitudine dei loculi-dormitorio non è ancora arrivata nelle aree montane pratesi. La sensazione avvertita dagli amministratori locali che i cinesi spostino le loro attività nei posti più tranquilli per evitare Prato dove i controlli si susseguono a ritmo costante, ha dunque un fondamento. Prima l'area medicea a sud della città, ora quella a nord, nonostante la distanza e l'altitudine. I controlli hanno interessato anche due ditte a Seano, nel comune di Carmignano e una in via Ciotti a Iolo. Nel primo caso si tratta della confezione Angela in via Sironi, dove i clandestini a lavoro erano 5 su un totale di 14 operai, e della confezione Silvia in via Pistoiese che impiegava 6 irregolari su 16. A finire in manette è stato solo il titolare della prima azienda, 31 anni residente a Carmignano, perché il collega della ditta in via Pistoiese è risultato irreperibile. Per lui comunque è scattata la denuncia a piede libero per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nel capannone a Iolo sono stati scoperti 15 operai a lavoro di cui 8 clandestini. Il titolare, 30 anni residente a Prato, è stato arrestato. Complessivamente, dunque, sono scattate le manette per tre imprenditori cinesi. I clandestini rintracciati sono in totale 26 di cui tre arrestati perché inottemperanti a precedenti ordini di espulsione emessi dai questori di Macerata e Brescia. I macchinari tessili sequestrati in via amministrativa ammontano a 39. Sotto sigilli anche i due immobili di Carmignano e quello di Iolo per i numerosi abusi edilizi riscontrati all'interno.
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