Il dolore
Tecnici, regno degli insuccessi
Angelarosa Pinto
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Ambra Giorgi vice presidente della Provincia Bocciati e ritirati raggiungono quota 20 per cento mentre nei licei più studenti terminano gli studi
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PRATO. Sono gli istituti tecnici-professionali a registrare la percentuale più alta di insuccessi scolastici. E' quanto emerge dai dati relativi all'anno scolastico 2008/09 che registrano un aumento delle percentuali rispetto agli anni precedenti. La percentuale di insuccessi (comprende i bocciati, i ritirati e i non diplomati) nel 2007/08 era del 21,5% nei professionali, 19,9% negli istituti tecnici e 11,1% nei licei. Oggi c'è un calo nei licei (10%), mentre per tecnici e professionali la media è del 20%, anche se il dato aumenta in questi ultimi. Percentuali comunque al di sopra della media nazionale. «La lotta all'insuccesso scolastico resta una priorità - dice Ambra Giorgi, vicepresidente della Provincia - Le percentuali sono piuttosto alte ed è importante non sottovalutare un problema che incide sul futuro dei nostri ragazzi e di tutto il nostro territorio». «Ad essere più colpite sono soprattutto le classi del primo anno - spiega il dirigente dell'Istituto Datini Roberto Paganelli - però non c'è alcuna differenza tra cinesi e italiani, anche se nell'indirizzo economico abbiamo una percentuale abbastanza alta di cinesi che si iscrivono e di cui poi perdiamo le tracce». Saranno questi dati e quelli emersi dall'indagine cui la Provincia sta lavorando, alla base dei prossimi interventi per il recupero dei ragazzi. Di insuccesso scolastico, ma più in generale dei diritti dell'infanzia, si parlerà anche a "Non calpestare i nostri diritti", il seminario organizzato dall'associazione Mangrovia, Telefono azzurro e Unicef con il patrocinio della Provincia, giovedì mattina a Palazzo Novellucci. Un'iniziativa che nasce da un corso di formazione sui temi della Convenzione sui diritti dell'infanzia tenutosi al liceo socio psicopedagogico Rodari. «Questo è solo un numero zero - dice il presidente della Provincia Lamberto Gestri - Ben vengano iniziative che focalizzano l'attenzione su questo problema, informano e promuovono i diritti dei bambini». «Il nostro scopo - spiega il professor Gianpietro Schibotto, tra i promotori dell'iniziativa - è far sì che il bambino non sia più visto solo come un minore da proteggere, ma come un soggetto che trova il suo posto nella società e che vi partecipa attivamente».
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