Il Tirreno

Prato

Sporcizia e illegalità nei capannoni Protestano gli abitanti di via Bologna

Angelarosa Pinto
Un capannone riutilizzato
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Un capannone riutilizzato

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 PRATO. Capannoni trasformati in abitazioni di fortuna o in laboratori zeppi di manodopera clandestina. E' la situazione in cui vertono tutti i vecchi edifici del "Macrolotto zero" e in particolare di via Bologna.  A denunciarlo è proprio un gruppo di abitanti di quella via, il quale evidenzia, in particolar modo, la situazione, oramai intollerabile, del comparto ex-industriale con ingresso al civico 130. Questo, come gli altri edifici, è allocato ad una ditta extracomunitaria, che in virtù dell'esoso canone corrisposto al proprietario, si permette abusi edilizi. Il risultato è un sovraffollamento della zona, aggravato dalla mancanza di adeguati sistemi di raccolta ed eliminazione dei rifiuti. La conseguenza è che già in diverse occasioni sono emersi problemi di inquinamento della falda.  Gli abitanti di via Bologna non ne possono più dell'illegalità, della sporcizia e del cattivo odore con i quali oramai convivono. E' per questo che, come si legge in un documento da loro redatto, chiedono alle autorità competenti di intervenire per risolvere definitivamente il problema e far sì che il ripristino della legalità e il rispetto delle leggi non siano solo proclami da leggere sui giornali.  La risposta di Alberto Manzan, presidente della Circoscrizione Nord non si è fatta attendere: «Per ora non ci è arrivata nessuna segnalazione, ma comunque valuteremo la situazione».

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