Sicurezza
Alla sbarra i tre promotori dellassociazione, tra le parti lese anche lEnel e la Telecom
La truffa della finta onlus
Raccoglieva fondi per i ciechi, per la Procura era un bluff
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PRATO. Raccoglievano le offerte dicendo che sarebbero servite per aiutare i ciechi, ma in realtà, secondo la Procura, quei soldi finivano nelle tasche di chi ci vedeva fin troppo bene, cioè degli organizzatori della raccolta, che ora sono sotto processo con l'accusa di aver messo in piedi un'associazione a delinquere dedita alle truffe. Alla sbarra sono finiti i fratelli Franco e Rosario Marrocchelli, insieme al loro collaboratore Ilario Mazzoni. Secondo il sostituto procuratore Virginia Mazzeo, che negli anni scorsi ha condotto l'inchiesta, i tre avrebbero messo in piedi un sistema per lucrare sulla beneficenza a favore dei non vedenti e degli ipovedenti. Si chiamava per l'appunto Associazione nazionale ipovedenti e non vedenti quella il cui referente provinciale è stato fino a nove anni fa Franco Marrocchelli, ora difeso da Sabrina Serroni e ritenuto dagli inquirenti il personaggio principale della vicenda. Era una delle tante onlus, un'organizzazione non lucrativa di utilità sociale, che lavorano nel settore dell'assistenza alle categorie svantaggiate. Moltissime fanno il loro mestiere con onesta e dedizione, poche altre se ne approfittano. E secondo gli inquirenti tra queste c'era la Anpvi onlus dei fratelli Marrocchelli. Almeno fino alla fine del 2001, quando nacque quasi per caso l'inchiesta della magistratura. Ad accorgersi che c'era qualcosa che non tornava furono gli agenti del commissariato di Montevarchi, che fermarono Franco Marrocchelli durante un volantinaggio a San Giovanni Valdarno e intuirono che dietro alla raccolta delle offerte poteva celarsi un imbroglio. Successivi accertamenti avrebbero aggiunto elementi concreti ai primi sospetti e così (ma certamente dopo troppo tempo) si è arrivati al processo, che infatti ora rischia la prescrizione. Ieri in aula, davanti al collegio presieduto dal giudice Nicotra e al pubblico ministero Roberta Pieri, sono sfilati alcuni poliziotti del commissariato di Montevarchi e un ex collaboratore dell'Anpvi, che ha detto di essere stato incaricato di riscuotere le offerte in cambio di un rimborso spese. Il vantaggio patrimoniale contestato agli imputati non è ingentissimo, ma è diviso tra centinaia di piccole e piccolissime donazioni. Persone che si sono fidate dell'associazione e hanno scoperto troppo tardi che i soldi non sono stati usati per aiutare i ciechi. Tra le parti lese figurano anche Enel e Telecom, perché la sede dell'Anpvi in via Pier della Francesca non pagava le bollette. Parte civile si sono costituiti, con l'avvocato Pietro Biguzzi, i titolari di un negozio di orologeria al quale Marrocchelli avrebbe sottratto alcuni orologi senza pagarli.
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