Sicurezza
«Temo atti violenti tra pratesi e cinesi» Allarme di Marini
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Il presidente degli industriali Riccardo Marini 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. C'è una Prato ma due velocità. Quella della comunità cinese che va avanti e si sviluppa e quella locale che invece soffre pesantemente la crisi e sta vivendo un'involuzione dal punto di vista della ricchezza diffusa. Una valutazione sotto gli occhi di tutti ma che, secondo il presidente degli industriali Riccardo Marini, rischia di avere conseguenze esplosive. Prima di lui avevano fatto questa considerazione in molti, a cominciare dal vescovo, ma dagli industriali è la prima volta che si leva, almeno pubblicamente, un allarme sulla tenuta sociale del distretto. Il timore di Marini è quello che, oggi più che mai, possano verificarsi atti violenti nei confronti dei cinesi da parte di pratesi esasperati dalla situazione. E il presidente degli industriali parallelamente all'allarme lancia un invito a premere di più sull'acceleratore dell'integrazione. «Da una parte ci sono i lavoratori di questa città che perdono il lavoro e che si trovano a vivere situazioni estremamente precarie. C'è il dolore di non sapere cosa mettere in tavola. Dall'altra c'è una parte della comunità cinese che si sta arricchendo e che non risente degli effetti della crisi del tessile. Temo che se non troveremo delle soluzioni prima o poi a qualcuno dei pratesi esploda la rabbia e si scateni una caccia all'uomo. Si sente spesso mugugnare davanti ai ragazzini cinesi a bordo di Porsche Cayenne». «Temo che qualcuno possa perdere il senno, spinto anche da quelle forme di depressione che colpiscono sempre più chi perde il lavoro. Ho davvero paura possano compiersi atti sconsiderati che nessuno di noi vuole. Per questo dobbiamo, e noi come Unione stiamo cercando di farlo, favorire l'integrazione di questi due distretti troppo, e da troppo tempo, paralleli. Noi stiamo lavorando per inserire nella vita dell'associazione le aziende più strutturate ma, accanto ai controlli che si sono fatti più incalzanti, servono anche provvedimenti che sanzionino chi lavora in modo irregolare. Vedere aziende che lavorano con clandestini che chiudono e subito riaprono con la stessa manodopera all'interno sta diventando sempre più insopportabile». Per il presidente Marini la «situazione è esplosiva» oggi più di sempre. «La situazione dei pratesi peggiora sistematicamente, il futuro si fa sempre più precario e ora cominciano ad esserci centinaia di persone senza reddito e con situazioni economiche davvero insostenibili». I.R.
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