Sicurezza
Santiago di Compostela a cavallo
Angelarosa Pinto
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I tre pratesi in sella ai loro cavalli L'esperienza di tre pratesi in terra di Spagna
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PRATO. Una cavalcata di 300 chilometri, lungo il percorso del Cammino di Santiago di Compostela. E' il viaggio di Stefano Pieragnoli, Felice Pastacaldi e Sergio Pieragnoli, tre pratesi doc. «Quelli protetti dal wwf», scherza Felice. Tutto ha inizio il 28 aprile: partenza da Pisa, arrivo a Madrid e da lì in autonoleggio fino a Léon. Ad attenderli ci sono Igor, Libero e Iago («dopo questo viaggo si chiamerà Sant'Iago»): i loro cavalli. Inizia così la cavalcata dei tre, ex fondatori del club ippico di Poggio di Petto, che li condurrà in dodici giorni, al santuario di Santiago di Compostela, dove ci sarebbe la tomba di Giacomo il Maggiore. Un percorso che attraversa la Francia e la Spagna, dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Affinché il pellegrinaggio sia riconosciuto dalla Chiesa, però, bisogna percorrere almeno gli ultimi 100 chilometri. Loro ne hanno percorsi circa 300. Lungo la via hanno raccolto più di venti timbri, a garanzia del loro viaggio. «Ogni volta che visiti una Chiesa lungo il percorso ricevi un timbro» spiega Felice, 72 anni e una voglia di vivere, viaggiare e conoscere da fare invidia a un ventenne. «Durante questi viaggi vedi luoghi bellissimi e incontri gente simpatica - racconta - Se dovessi dire cosa mi ha colpito di più sarei indeciso tra le tantissime cicogne, incontrate lungo il cammino, e l'enorme incensiere che c'era nel santuario: mai visto uno così grande». E ha ragione il signor Felice: il Botafumeiro è l'incensiere più grande al mondo, alto 1,60 metri e pesante più di 50 kg. Un viaggio non senza qualche intoppo, però. «Siamo continuamente scappati alla pioggia. I primi giorni ci siamo arrostiti al sole, poi è arrivato il freddo. C'è chi pensa che viaggiare a cavallo sia comodo, solo perché stai seduto, ma non è così. Alla fine senti la stanchezza. Non vedi l'ora di tornare a casa». Ma casa è sembrata decisamente più lontana quando all'aeroporto di Santiago hanno saputo che il loro volo era stato annullato a causa delle ceneri del vulcano islandese. Ma l'importante è non arrendersi: treno fino a Barcellona e da lì primo aereo per Roma. Un'esperienza splendida, che però ha lasciato un po' di amaro in bocca a Felice: «Il cammino è stato effettuato anche da alcuni pistoiesi; hanno portato anche il gonfalone del Comune. Io ho provato per due mesi a parlare con l'assessore provinciale al turismo Antonio Napolitano: volevo portare alto il nome di Prato, farla conoscere, ma non sono stato mai ricevuto».
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