Toscana
Maretta sui metodi utilizzati per ricandidare il sindaco
«Cirri ci piace ma il Pd sbaglia» Rifondazione chiede chiarimenti
Walter Fortini
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Il sindaco di Carmignano Doriano Cirri 3 MINUTI DI LETTURA
CARMIGNANO. «Sul nome di Doriano Cirri non abbiamo mai posto veti: niente in contrario dunque a una sua candidatura per un secondo mandato» sgombra subito il campo da qualsiasi equivoco Ferdinando Panichi, segretario comunale di Rifondazione Comunista. Accanto a lui c'è Alessio Drovandi. «Dell'operato del sindaco come di quello di tutta la giunta - spiega - abbiamo un giudizio positivo». «Certo però - aggiungono i due - il modo con cui Pd ha avanzato la candidatura non ci è piaciuto e il metodo scelto è stato sicuramente sbagliato, contrario al più elementare galateo politico. Avremmo preferito poterne discuterne tutti assieme. Soprattutto avremmo voluto discutere prima di un programma, costruirlo insieme con la gente anziché ognuno per proprio conto, e solo dopo parlare di nomi e candidati». Rc, che in giunta conta due assessori su cinque e quattro consiglieri su venti in consiglio, non rompe. «Crediamo alla maggioranza con cui abbiamo governato in questi anni». Ma alla segreteria del Pd chiede un chiarimento. E velocemente. Un po' la stessa critica avanzata anche dall'Italia dei valori, d'accordo sul nome di Cirri ma perplessa nel metodo e soprattutto con la voglia (e la richiesta) di essere protagonisti nel'cantiere politico' che il Partito democratico ha annunciato di voler da subito aprire. «E' da settembre che Rifondazione chiede alla segreteria del Pd un incontro per verificare il lavoro svolto in questi anni dall'amministrazione comunale e iniziare a lavorare ad un programma condiviso per la prossima tornata elettorale» racconta Panichi. «L'incontro non è mai stato convocato, con vari pretesti» prosegue. Poi martedì sera il Pd ha riunito la sua assemblea e candidato l'attuale primo cittadino per un secondo mandato. E su quel nome, ha detto, non si discute. Tra gli alleati nessuno lo sapeva. Ma l'ascia di guerra per adesso rimane sepolta, anche perché i numeri usciti ultimamente dalle urne fanno impensierire un po' tutti. E se le comunali sono sicuramente altro rispetto alle politiche o alle elezioni regionali, nessuno (a sinistra) può dimenticare gli appena 350 voti che dividevano a marzo il centro destra (Udc compreso) dal centro sinistra, contro i 1800 di quattro anni fa. «Se l'attuale maggioranza non sarà confermata, non sarà sicuramente per una nostra responsabilità - dice Panichi -. Chiediamo solo chiarezza politica e limpidità di intenti». La partita parallela riguarda infatti le alleanze. Nel Pd qualcuno sta guardando oltre il centro sinistra e strizza l'occhio all'Udc: almeno a settori vicini. Studia anche i numeri. La Federazione della sinistra, che a Carmignano sarà tenuta a battesimo il 22 giugno, sul Montalbano ha raccolto alle regionali di marzo 273 voti (4,86%), Sinistra ecologia e libertà 170 (3,02%) e 292 l'Udc (5,20%). «Nessuno discute il ruolo di primo partito del Pd. Ma non siamo certo gli ultimi arrivati - conclude Panichi - ed anche per questo non vogliamo fare l'ultima ruota del carro».
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