La manifestazione
Una cinquantina di persone hanno voluto salutare la ragazza trovata morta in casa
Al funerale di Giulia Vaiano si interroga
Letizia Magnolfi
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Giulia Di Vito 2 MINUTI DI LETTURA
VAIANO. Si sono svolti ieri i funerali di Giulia Di Vito, la ragazza di 25 anni che giovedì scorso è stata trovata priva di vita nel suo letto. Erano presenti circa una cinquantina di persone, che hanno assistito alla santa messa e poi alle esequie. Tra questi, - oltre al padre e alla sorella -, c'erano molti ragazzi che con Giulia hanno fatto l'asilo e le scuole elementari, le maestre Paola Corsi e Patrizia Querci, il sindaco Annalisa Marchi e molte altre persone, vicine o conoscenti, che hanno voluto rendere l'ultimo omaggio alla ragazza. Una morte scioccante, che ha colto Giulia addirittura un mese fa, e di cui nessuno si era accorto di nulla. La comunità, rimasta sconcertata di fronte a questo brutto fatto di vita, si interroga a posteriori. Su quello che non è stato fatto, e quello che si poteva fare. Lo fa attraverso il parroco don Carlo, che durante l'omelia nella piccola chiesa del cimitero, ha ricordato con le parole di un uomo di fede, la necessità di tornare a vedere oltre il buio che ci impedisce, troppo spesso, di non rimanere indifferenti a situazioni che in fondo riguardano un po' tutti. Perché la storia di Giulia Di Vito, una storia triste, di desolazione e dolore, è lì a ricordare il dovere che ogni essere umano ha nei confronti dell'altro, che andando oltre iniziali difficoltà, per quanto possibile, può allungare la mano per toccare quella solitudine che non vuole farsi toccare. Soprattutto per una comunità come quella di Vaiano, in cui rimane ancora oggi molto forte la tradizione solidaristica attraverso le svariate associazioni di volontariato che esistono, le parole di Don Carlo ieri, umanamente condivisibili da tutti, suonano come un monito contro una deriva individualista, che nel peggiore dei casi, può manifestarsi con un punto di non ritorno.
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