La manifestazione
Un pratese in finale a Cannes
Miriam Monteleone
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Filippo Papini Il giovane regista Papini in lizza con un documentario
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PRATO. Anche Prato può vantare una piccola "star" al Festival del Cinema di Cannes. Si tratta del giovane regista Filippo Papini (classe 1974) in questi giorni in finale al concorso "Cannes a la Flip". Il lavoro si chiama "Kathmandu" e fotografa la difficile quotidianità dei bambini di strada nepalesi. Per Filippo non è la prima competizione di alto livello, negli anni passati ha partecipato con altri suoi documentari, sempre dedicati a luoghi lontani o dimenticati del mondo al "River to River Florence Indian Film Festival", al "Rome International Film Festival" e all'Indipendent Film Festival di New York. Questa volta il giovane regista sfida la prestigiosa competizione francese con un lavoro coraggioso di documentazione e una cartolina dall'Inferno che ha per protagonisti innocenti vittime dell'abbandono e dello sciacallaggio in Nepal. Filippo è rientrato tra i 36 finalisti, superando oltre 1500 partecipanti. Il concorso, diviso in due tranche, prevedeva una prima selezione su delle sceneggiature e una seconda di regia. Il verdetto finale è atteso a Cannes per questo pomeriggio.
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