Il Tirreno

Prato

Tre cerimonie in chiesa in cinque mesi

L’assessore Ilaria Maffei
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L’assessore Ilaria Maffei

Dimezzato il numero dei matrimoni, all'appello mancano gli stranieri

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 MONTEMURLO. Otto matrimoni civili e tre religiosi dall'inizio dell'anno. Questi gli esili numeri delle unioni celebrate a Montemurlo, dove fino all'estate dello scorso anno, finchè cioè il Governo non ha proibito i matrimoni tra cittadini non in regola con il permesso di soggiorno, se ne potevamo registrare quasi il doppio. Unioni tra cittadini di nazionalità cinese e nigeriana soprattutto, che adesso mancano all'appello dell'ufficio anagrafe di Montemurlo.  Ma non sembra fondata nemmeno l'ipotesi che i montemurlesi scelgano altri luoghi per convolare a nozze, perché il Comune non mette a disposizione locali adeguati al giorno più bello della loro vita. Le unioni celebrate altrove sono state infatti solo tre, e per giunta tutte nel Comune di Prato. Niente destinazioni esotiche quindi, e nemmeno particolarmente ricercate. Semplicemente pochi matrimoni per i cittadini di Montemurlo.  «Adesso le coppie si sposano meno - ammette Ilaria Maffei, assessore alla cultura e all'anagrafe - le giovani coppie vanno a convivere, anche se dobbiamo registrare un leggero aumento nelle richieste delle unioni civili, per le cui celebrazioni l'amministrazione sta cercando nuovi spazi». Spazi differenti dal chiesino di villa Giamari, occupato dall'ufficio della Pro Loco, o dalla sala polivalente "Banti", praticamente mai richiesta.  «Aspettiamo naturalmente che venga messo a disposizione lo splendido giardino di villa Giamari, dopo la bonifica prevista da ormai molto tempo - spiega l'assessore - e crediamo di poter utilizzare in futuro anche la sala "Peppino Impastato" oltre, naturalmente, il chiesino di villa Giamari». D'altronde, come il Comune di Carmignano insegna, gli introiti dei matrimoni civili possono tornare molto utili alle economie comunali. Quello mediceo ci ha pagato le spese della politica di un anno intero. Montemurlo invece ha poco da scegliere perchè la sala consiliare, se si esclude gli altri due luoghi, non si può certo prestare a richieste esose. Come dire, in questo come in altri campi, anche l'occhio vuole la sua parte. E nel frattempo il nuovo tariffario approvato dall'amministrazione ha visto l'aumento di circa dieci euro di tutte le tariffe previste per il chiesino, che non si può usare, e per la sala "Banti", che finora non è stata mai richiesta, visto che tutte e otto le unioni civili celebrate a Montemurlo nel 2010 hanno avuto luogo nella sala consiliare "Menicacci". A.P.

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