Sicurezza
«Presi in giro per più di un anno»
Ilenia Reali
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Marigolli Colombo e Bellandi Prato nella manifestazione del 28 febbraio La rabbia dei sindacati. Sotto accusa Viespoli ma anche il sindaco
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PRATO. I toni pacati li hanno abbandonati. I sindacati questa volta non mediano. I segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Manuele Marigolli, Stefano Bellandi e Angelo Colombo hanno un diavolo per capello. L'atteggiamento del Governo li ha amareggiati e indignati. «Sono stati presi in giro lavoratori che non sanno come mettere insieme il pranzo con la cena, che non sanno come pagare i mutui. No, non possiamo accettarlo», commentano in coro. La prossima settimana si riuniranno le segreterie dei tre sindacati allargate ai rappresentanti delle categorie produttive e della pubblica amministrazione per prendere decisioni su quali iniziative prendere per protestare con l'atteggiamento del sottosegretario Pasquale Viespoli. A onor del vero a spazientire i tre è stato anche l'atteggiamento dei rappresentanti istituzionali della delegazione che hanno accettato, senza indignarsi, quanto proposto da Viespoli. «Dovevano alzarsi e venir via», si lasciano scappare in conferenza stampa. «Quanto proposto da Viespoli non risponde alle richieste che avevamo fatto. E' un'altra cosa e non è tarato per la situazione del distretto. Tanto più che la deroga agli ammortizzatori sociali era una proposta che lo stesso Viespoli, un anno fa, ci aveva fatto per rispondere alle nostre esigenze». «Ora - sottolinea Marigolli - si scopre che non è una strada percorribile. siamo stati presi in giro per un anno intero: ci hanno messo in mano qualcosa di indefinibile senza neppure parlare di risorse. Gli strumenti di politica attiva qui non funzionano: se le aziende volessero assumere potrebbero già sfruttare tutte le agevolazioni della mobilità che sono molto più importanti. La Provincia ha chiuso le liste degli stage formativi perché non ci sono imprese ad assumere neppure gratis». «Non ci possono dire che non ci sono strumenti normativi per darci la mobilità in deroga - interviene Colombo - perché è già accaduto nel 2004. Chiediamo alla politica che non si accontenti: i problemi che c'erano mercoledì sono gli stessi che ci sono oggi. Rimangono senza soluzione le difficoltà di quei disoccupati senza sostegno al reddito e di quegli artigiani che non hanno i soldi per chiudere le loro aziende. La partita non è finita e noi andiamo avanti con gli altri ma anche da soli». «Per quel che mi riguarda inviterei i disoccupati al parco delle Cascine a fare bolle di sapone», commenta provocatoriamente Bellandi per sottolineare come «il Governo abbia offerto cose inconsistenti». Ed è Bellandi ad aprire il capitolo futuro. Lo stato di agitazione di fatto è già cominciato e subito dopo le segreterie saranno organizzate iniziative di protesta ancora tutte da mettere a punto. «Il sindaco non può limitarsi ad accettare questa proposta: se è così si affacci, come Totò, alla finestra e dica ai pratesi di arrangiarsi. Perché questa non è una risposta alle esigenze dei nostri disoccupati».
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