Il Tirreno

Prato

Lavoro, mobilità da record nel 2010

Barbara Burzi
La protesta dei lavoratori della Rivatex
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La protesta dei lavoratori della Rivatex

Se la provincia di Prato può vantare un primato nel primo trimestre del 2010 è quello della più alta incidenza in Toscana di mobilità rispetto alle forze lavoro. A fine anno 2.700 saranno senza aiuti. In ripresa il lavoro precario. Questi sono i segni della crisi

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PRATO. Se la provincia di Prato può vantare un primato nel primo trimestre del 2010 è quello della più alta incidenza in Toscana di mobilità rispetto alle forze lavoro. E' il primo effetto tangibile della crisi, intorno al quale il distretto si doveva giocare tutta la partita delle risorse. Soldi che il Governo aveva promesso di stanziare per l'allungamento degli ammortizzatori sociali dei lavoratori espulsi dal sistema produttivo del territorio prima di fare marcia indietro.

Per la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi non è detta ancora l'ultima parola: «Fra il 2009 e il 2010 saranno 2.700 i lavoratori senza alcun sostegno al reddito - ha reso noto - di questi lavoratori ci dobbiamo occupare subito, perché le risorse ci siano assegnate al più presto». E' quanto dichiarato a margine della presentazione del primo report 2010 sul mercato del lavoro. In base alla situazione fotografata dall'Osservatorio provinciale sul lavoro permangono ancora molte ombre, tuttavia, si comincia a intravedere qualche spiraglio di luce nel saldo positivo tra avviamenti e cessazioni in tutti i settori produttivi e nell'aumento del numero dei contratti attivati, anche se per oltre il 70% dei casi si tratta di lavoro precario. «Prima di poter parlare con certezza di ripresa occorre vedere come andrà il report di settembre, i cui risultati saranno determinanti», ha aggiunto Giorgi. Contratti a tempo in aumento.La tendenza occupazionale in atto nei primi tre mesi del 2010 è incoraggiante. Il segnale arriva dal saldo avviamenti-cessazioni, positivo per 1.457 contratti attivati (contro i 1.055 dello stesso periodo dell'anno scorso). Complessivamente si registra un incremento del +5,3% distribuito in tutti i settori, incluso il tessile e, ad eccezione dell'abbigliamento (-199 contratti). L'unica preoccupazione riguarda il fatto che su un totale di 9.355 contratti attivati nel primo trimestre 2010 (erano 8.885 nello stesso periodo del 2009), nel 73% dei casi si assume per un periodo a tempo determinato.

Sul fenomeno del diffondersi del precariato la Provincia ha intenzione di avviare un'analisi più approfondita «che permetta di sapere se e come il lavoro a tempo diventa stabile prendendo in esame un certo numero di anni, in cuiprogrammare una serie di interventi mirati», ha spiegato Giorgi. Disoccupazione rosa.Le aziende assumono più uomini che donne:l'aumento dei contratti di avviamento non riguarda infatti le femmine che fra tutti, sono le sole ad aver registrato un segno negativo per -2,4%. Il trend non coinvolge le cinesi, che fanno eccezione raggiungendo il +21%.

Il sistema produttivo della provincia di Prato espelle più lavoratori di tutti gli altri territori della regione aggiudicandosi per questo il primato del distretto con la più alta incidenza in Toscana di mobilità in rapporto alle forze lavoro. Complessivamente sono 4.496 i lavoratori che risultano in mobilità incidendo per il 3,80% su una forza lavoro composta da 118.169 persone. Si tratta della percentuale di disoccupazione più alta legata ai licenziamenti effettuati per la crisi, cui si avvicina soltanto Massa con un'incidenza del 3,35%. La situazione.Secondo le previsioni saranno 1.600 i lavoratori che nel 2010 perderanno ogni ammortizzatore sociale e che, sommati ai 1.100 già usciti dalla mobilità per aver terminato il periodo massimo consentito, fanno in tutto 2.700 persone senza più nessuna forma di sostegno al reddito.

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