Il Tirreno

Prato

L'etichettatura fa un passo avanti

Uno stand di abiti
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Uno stand di abiti

Industriali pratesi d'accordo ma ci sono ancora criticità

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 PRATO. L'Europa si avvicina alla trasparenza sull'origine dei prodotti tessili. E' di nuovo il parlamento europeo, non a caso l'unico organo della Ue ad essere eletto direttamente dai cittadini, ad esprimersi a favore dell'introduzione dell'obbligo di etichettatura di origine.  Nella cosiddetta "prima lettura", cioè nel passaggio in Parlamento previsto dalle procedure di codecisione fra quest'ultimo e il Consiglio, gli eurodeputati si sono espressi sulla materia prefigurando l'istituzione di due sistemi di indicazione dell'origine: uno obbligatorio per i prodotti importati da Paesi extra-Ue e uno facoltativo per quelli realizzati da paesi Ue. Per il sistema obbligatorio non ci sono sorprese: il criterio che si prevede di applicare è quello del Codice Doganale Europeo ed è quindi l'ultima lavorazione sostanziale - nel caso dei capi d'abbigliamento la confezione - a determinare l'origine; si tratta dell'impostazione assunta già dal 2005.  Nel sistema facoltativo, invece, è Stato membro di origine quello in cui si siano svolte due fasi di lavorazione fra le quattro individuate come rilevanti per il settore: filatura, tessitura, nobilitazione e confezionamento. Sulla decisione assunta dal Parlamento europeo si sono espresse favorevolmente tutte le organizzazioni delle imprese tessili, rilevando come la filiera nel suo complesso possa trarre vantaggi da questo nuovo orientamento: con questo spirito, anche l'Unione Industriale Pratese si associa, riscontrando un positivo passo avanti sulla via della trasparenza sia per quanto riguarda l'etichettatura obbligatoria dei prodotti importati sia per l'introduzione di una tracciabilità, seppur in via facoltativa, per quelli realizzati in territorio UE. Rimangono tuttavia alcune criticità, di varia natura. Per l'etichettatura facoltativa c'è la questione della minor rilevanza della fase del confezionamento, sollevata anche dalle confezioni pratesi nei confronti della recente legge italiana Reguzzoni-Versace. Per quanto riguarda invece l'etichettatura obbligatoria, sono assimilati ai Paesi membri paesi che hanno specifici accordi commerciali con l'UE, come la Turchia ed altri, in cui gli standard sociali e ambientali differiscono da quelli comunitari.

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