Il Tirreno

Prato

Assolto dopo la galera

Il Palazzo di giustizia
◗
Il Palazzo di giustizia

Cadono le accuse di violenza e maltrattamenti ma l'imputato ha già scontato 16 mesi di carcere

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Rischiava di rimanere in carcere per sette lunghi anni, accusato di violenza carnale nei confronti della moglie, oltre che di maltrattamenti, lesioni aggravate e minacce alla donna con la quale ha condiviso una parte della sua esistenza. Invece è stato assolto dalle accuse più gravi e alla fine si troverà in credito con la giustizia, se e quando la sentenza diventerà definitiva.  Sì, perché l'imputato, un marocchino di 35 anni residente a Calenzano, la galera se l'è già fatta, e non poca: un anno e quattro mesi di custodia cautelare in carcere. Fino a ieri, quando è stato sì condannato a un anno e tre mesi per lesioni e minacce all'ormai ex moglie, ma è stato subito scarcerato. Del resto in questo caso non si possono applicare le regole dell'aritmetica, non si può fare la differenza tra i 16 mesi già passati in carcere e i 15 della condanna, che farebbe un solo mese di detenzione in più. Con le accuse riconosciute come provate dal Tribunale presieduto dal giudice Nicotra, l'imputato in realtà non avrebbe fatto un solo giorno di carcere.  E dunque, se la sentenza di assoluzione per violenza sessuale e maltrattamenti reggerà in appello ed eventualmente in Cassazione, il marocchino, difeso dall'avvocato Gabriele Zanobini, potrebbe con buon diritto presentare un'istanza per ingiusta detenzione e chiedere i danni.  I fatti per cui è stato arrestato all'inizio del 2009 risalgono al giugno del 2007, quando la moglie, al culmine di una relazione molto tormentata lo accusò di aver preteso un rapporto sessuale senza il suo consenso. All'accusa se ne aggiunsero altre, maltrattamenti, ingiurie, lesioni, violenza privata. L'indagine sembrò trovare i necessari riscontri e scattarono le manette. Ma quando si è arrivati in aula, evidentemente la donna è stata ritenuta credibile su certe cose e non su altre, le più gravi. Il pubblico ministero Laura Canovai ha comunque chiesto una condanna a sette anni di reclusione, ma il Tribunale ha assolto l'imputato dalle accuse di violenza e maltrattamenti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa