La manifestazione
Vertice con sorpresa al Ministero
Ilenia Reali
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Simoncini Cenni, Giorgi e Viespoli Un piano per ricollocare i lavoratori anziché ammortizzatori più lunghi
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PRATO. Si chiama Welfare to work ed è il contenitore dentro il quale verrà inserito un progetto pilota, studiato ad hoc per Prato, per dare risposte alla crisi economica ed occupazionale. E' questa la risposta che il sottosegretario Pasquale Viespoli ha dato alla delegazione pratese.«Nei prossimi giorni - fanno sapere dal ministero al Welfare con una nota - sarà convocato un tavolo tecnico per elaborare il progetto per la ricollocazione dei lavoratori espulse dalle imprese del distretto». Il Governo cambia la cornice dentro il quale dovranno essere inseriti gli aiuti. Viespoli ha spiegato all'assessore regionale Gianfranco Simoncini, al sindaco di Prato Roberto Cenni, all'assessore provinciale Ambra Giorgi e alla dirigente della Provincia Franca Ferrara che lo stanziamento di risorse per l'allungamento degli ammortizzatori sociali non sono possibili e quindi lo strumento più "flessibile" per raccogliere le richieste di Prato è quello che il Governo ha messo a punto per rispondere alla crisi per tutto il territorio nazionale. Per Prato però sarà elaborato un piano speciale tenuto conto della specificità della crisi. Di risorse a disposizione non è stato parlato né tantomeno di tempi entro il quale i lavoratori riceveranno gli aiuti. Viespoli in oltre un'ora di colloquio ha spiegato come Welfare to work, nato per il reimpiego dei lavoratori, possa prevedere percorsi formativi per i lavoratori licenziati (sia che abbiamo gli ammortizzatori sia che li abbiano finiti) e anche una quota di sostegno al reddito per i lavoratori espulsi o a rischio di espulsione dal sistema produttivo a seguito di crisi aziendali e occupazionali, ad inoccupati o disoccupati di lunga durata. Una risposta che non va nella direzione individuata negli ultimi mesi, da settembre, anche dallo stesso sottosegretario ma che è stata valutata in modo positivo dalla delegazione. «Si tratta di uno strumento flessibile - ha commentato il sindaco Cenni - che potrà rispondere alle esigenze di Prato. Il prolungamento degli ammortizzatori sociali non potevano riguardare coloro che erano dipendenti delle piccole aziende. C'era il problema quindi di includere chi ha solo l'indennità di disoccupazione con uno strumento che potesse essere specifico per la nostra realtà. Per parlare di risorse sarà necessario elaborare un progetto e quantificare quanti sono i lavoratori che devono essere inseriti nel piano di reimpiego». Soddisfazione anche da parte dell'assessore Gianfranco Simoncini che ritiene come questa cornice sia l'unica possibile per andare incontro alle esigenze del distretto di Prato con risorse aggiuntive che quindi non tolgono niente alle altre realtà della Toscana. E sempre secondo l'assessore toscano anche i tempi di interventi dovrebbero essere abbastanza stretti. «Il ministero ci convocherà per un tavolo tecnico dove elaborare il progetto sperimentale per Prato». «Di positivo - commenta l'assessore provinciale Ambra Giorgi - c'è che almeno il sottosegretario Viespoli sembra aver definitivamente compreso il dramma di Prato. La risposta è ancora insufficiente: una goccia d'acqua in un mare di difficoltà. Il sottosegretario deve capire che il fattore tempo non è indifferente, già da troppi mesi attendiamo risposte che non arrivano. La proposta di oggi almeno è concreta, in tempi brevi devono arrivare progetti veri. Fare presto diventa un imperativo categorico».
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