Il Tirreno

Prato

«Va aiutato anche chi non lo vuole»

Il sindaco Annalisa Marchi
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Il sindaco Annalisa Marchi

L'amara riflessione di Annalisa Marchi: «Dovevamo fare di più»

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 VAIANO. Come si fa ad aiutare chi non vuol essere aiutato? E' molto difficile, ma bisogna comunque trovare un modo, secondo Annalisa Marchi, il sindaco di Vaiano che ieri mattina è passata dalla casa di via Togliatti per capire come si possa morire a 25 anni nella più completa solitudine.  «Ci dispiace veramente tanto per quello che è successo e il Comune si farà carico dei funerali - spiega il sindaco al telefono - Col senno di poi è chiaro che quella ragazza aveva bisogno di un aiuto. Il problema è che lei non voleva e quello che è successo ci deve far riflettere, ci deve far capire che bisogna trovare un modo per intervenire, di fare di più anche di fronte a certe situazioni. Spesso le persone più in difficoltà sono quelle che non chiedono niente, non solo quelli che fanno la fila in Comune per chiedere un sostegno». La madre di Giulia è stata seguita per più di dieci anni dai Servizi sociali e anche la "borsa lavoro" concessa dal Comune alla figlia in realtà era un modo per aiutare la madre. Poi la donna è morta e sembrava che la situazione si fosse stabilizzata. «Quando abbiamo saputo che la giovane era rimasta senza luce e gas abbiamo sollecitato un nuovo intervento dei Servizi sociali - dice Annalisa Marchi - ma lei proprio non voleva, continuava a dire che se la cavava bene da sola. Abbiamo parlato anche col medico curante e ci dice che non aveva notato segni di depressione». Anche in Comune sapevano che madre e figlia erano appassionate di occulto e forse erano entrate in contatto con persone legate a sette esoteriche. Al momento questo non ha niente a che vedere con la morte di Giulia.  In questi casi, quando un soggetto rifiuta l'assistenza pubblica, al sindaco rimane forse un solo strumento, il trattamento sanitario obbligatorio, ma per attivarlo bisogna che la persona abbia creato gravi problemi agli altri, e non era questo il caso. Giulia continuava a dire che stava bene, fin quando è morta. P.N.

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