Il Tirreno

Prato

Si isola in casa e muore a 25 anni

Paolo Nencioni
Il pianto della sorella davanti alla casa di Giulia
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Il pianto della sorella davanti alla casa di Giulia

È stata trovata dopo un mese, viveva senza luce e gas

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 VAIANO. E' morta in silenzio, al buio, lontana dal mondo che le passava accanto senza guardarla, e da cui lei si teneva alla larga. E' morta in una casa popolare che da mesi era senza luce, senza gas, in mezzo a libri sull'occulto e sulle sette esoteriche.  Il corpo senza vita di Giulia Di Vito, 25 anni, è stato trovato ieri mattina nell'appartamento dove viveva da sola, al primo piano di una palazzina di via Togliatti, non lontano dall'argine del Bisenzio. Era in avanzato stato di decomposizione.  Sono stati i vicini, mercoledì sera, a chiamare i carabinieri segnalando un cattivo odore che filtrava da sotto la porta ormai da qualche giorno. Ieri mattina, dopo inutili tentativi di mettersi in contatto con la giovane, un fabbro ha forzato la serratura ed è toccato al maresciallo Preite fare la macabra scoperta. Un'ambulanza della Misericordia era pronta a intervenire ma è stata rimandata indietro e sostituita dal carro funebre dell'associazione, che poi ha trasferito i resti della giovane all'obitorio.  Lo stato del cadavere e le testimonianze dei vicini fanno pensare che il decesso risalga a più di un mese fa. Era da circa tre settimane che gli inquilini della palazzina di via Togliatti si erano accorti di quel brutto odore nel vano delle scale. All'inizio hanno pensato a un sacco di immondizia dimenticato, poi si sono convinti che doveva trattarsi di qualcosa di più serio.  Dietro alla morte di Giulia Di Vito c'è una storia di solitudine e tristezza che fa accapponare la pelle. Un'infanzia difficile e un presente senza prospettive. Nata in Francia, fino all'anno scorso la giovane ha vissuto nella casa di via Togliatti con la madre Franca, che aveva gravi problemi di salute ed è morta nel mese di agosto. Da allora i contatti tra Giulia e il mondo si sono fatti ancora più rari di quanto erano prima. Il padre se n'era andato da tempo, una sorella si era sposata più di dieci anni fa e con lei Giulia non voleva aver più niente a che fare. Coi vicini si scambiava a malapena il buongiorno e la buonasera. A chi provava ad attaccare discorso, a chi le chiedeva se aveva bisogno di qualcosa rispondeva immancabilmente che era tutto a posto, che se la cavava bene da sola.  Si stenta a crederci, non solo perché era celiaca e aveva problemi alla tiroide, ma anche perché da mesi le avevano staccato le utenze di luce e gas (sembra che già la madre avesse smesso di pagare le bollette). Gli stessi vicini hanno sollecitato il Comune a riallacciare le utenze, c'era la disponibilità, ma è stata la stessa giovane a opporsi. «Non ho bisogno di nulla - diceva - Vivo bene anche così».  Non è morta di fame, Giulia Di Vito. Dicono che avesse perso più di dieci chili negli ultimi tempi, ma grazie a una borsa lavoro del Comune aveva lavorato per qualche tempo al Penny Market, poi aveva trovato un posto in un call center in provincia di Firenze, pare che ultimamente avesse ricevuto una piccola eredità. No, i suoi problemi erano altri e più gravi. Ha vissuto praticamente in simbiosi con la madre fino all'agosto dell'anno scorso, condividendone gli umori e il rifiuto di vedere altri parenti. Quando anche quell'ultimo legame si è troncato, forse si è convinta che non avesse più senso andare avanti. Tornava a casa al buio, si nutriva probabilmente di scatolette. Forse si è lasciata lentamente morire (anche se i carabinieri assicurano che a ucciderla è stato un malore e la Procura non ha ritenuto necessaria l'autopsia).  In casa le hanno trovato diversi testi sull'occulto e sull'esoterismo, su come parlare con l'aldilà. Una passione, anche questa, che avrebbe ereditato dalla madre. Meglio rifugiarsi in un mondo di spiriti quando quello reale non ti è mai piaciuto.

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