Attenzione
Malkovich porta Prato nel mondo
Maria Lardara
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Da sinistra: Salvi, Rami, Tiezzi, Malkovich e Giardi A giugno si inaugura "Opificio JM", marchio e negozio di prodotti locali
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PRATO. Se la firma lui, allora una maglia d'angora fatta a Prato potrà apparire più fashion. E magari un cantuccino risultare più fragrante al palato, se si legge "Jm" sulla scatola. Marchio che fa la differenza, quello che riprende le iniziali dell'attore americano John Malkovich. Balzerà all'occhio tra qualche settimana passando in piazza San Marco, tra le mura medievali e il Cassero, dove il prossimo 15 giugno aprirà una "bottega" di prodotti locali, "OpificioJm" appunto, brand esclusivo coniato dal protagonista di tante pellicole di successo come "Il tè nel deserto", che ha mantenuto così una promessa. Quella di legarsi a Prato e al saper fare di questa terra, sui cui aveva già buttato gli occhi già a gennaio, con la presentazione di una linea di abbigliamento al Centro Pecci. Con la "complicità" di quattro imprenditori pratesi (Enrico Giardi, Riccardo Rami, Maurizio Salvi e Alessandro Tiezzi), Malkovich è diventato il partner di questa operazione commerciale, che ha permesso di ritagliare uno show room di 600 metri quadrati da uno degli scorci più suggestivi del centro storico. «Più che commerciale - fa notare l'ex assessore Enrico Giardi - questa vuole essere un'operazione di marketing culturale per valorizzare le produzioni locali, abbinandole a un marchio di sicuro successo». Inizialmente, una trentina le aziende pratesi e toscane (per lo più artigiani) che si metteranno in vetrina nella "bottega" di piazza San Marco, dove lo shopping ispirato al brand dell'attore sarà un piacere, abbinandolo magari a una bevuta o uno spuntino grazie al bar-ristorante che, dentro l'OpificioJm, sarà gestito dall'enoteca Razmataz di piazza Mercatale. In quei 600 metri quadrati di superficie incastonati tra le mura trecentesche spunterà il fior fiore del "made in Prato" e del "made in Tuscany". Con una filosofia di vendita diversa per il consumatore, più diretta e saltando i passaggi della distribuzione, come in ogni filiera corta che si rispetti. «E' questa la chiave di volta per dare uno sbocco alle produzioni del distretto», ammette Giardi. Per lui "John", come chiama affettuosamente l'amico-attore che non sarà presente al taglio del nastro, è ormai uno di famiglia. «Tornerà a Prato a luglio, dove presenterà una bella iniziativa per la città, legata alla sua professione di attore. Ma sarà una sorpresa». Forse uno spettacolo proprio lì, nella cornice di "OpificioJm", che restituirà alla città uno spazio fruibile culturalmente accanto a uno spaccato dell'artigianalità pratese. Ma cosa ha spinto quattro imprenditori pratesi a lanciarsi in un'avventura che consegna a Prato un formidabile biglietto da visita per farsi apprezzare nel mondo, agganciandosi all'immagine di un attore di fama? «Al di là degli individualismi - fa notare Giardi - ci unisce una stima reciproca. E per dirla con le parole di Malkovich, qui a Prato si trovano tutte le premesse per lavorare a progetti di questo tipo». Perché non c'è solo la moda. Ci sono anche il gusto, l'artigianalità del saper fare. Tutti ingredienti che hanno convinto questa star del cinema a "scegliere" Prato. Lo sbarco di questo "OpificioJm" non sarà l'unico. Nel giro dei prossimi mesi ne sorgerà un altro a Shanghai. La "bottega" di Malkovich sarà anche un contenitore virtuale, con una piattaforma web per fare acquisti da ogni parte del mondo.
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